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Domenica 14 gennaio 2018 - 10:50

Migranti, Save the Children: ancora da ricollocare 380 minori

Programma europeo di relocation non sta funzionando
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Roma, 14 gen. (askanews) – Più di 380 minori soli ancora in attesa di essere ricollocati dall’Italia mentre in due anni solo 1 migrante su 3 ha usufruito del programma europeo di relocation, di cui appena 99 minori non accompagnati dal nostro Paese. A denunciare quello che viene definito un “grave blocco della relocation per tutti coloro che sono giunti in Europa dopo il 26 settembre”, in occasione della 104.ma Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato è Save the Children, che chiede con urgenza “la piena attuazione della legge Zampa per garantire condizioni di accoglienza adeguate e opportunità di inclusione sociale a bambini e ragazzi”. A quasi quattro mesi dall’interruzione del programma di relocation, la procedura europea per il ricollocamento da Italia e Grecia dei migranti negli altri Stati membri dell’Ue, 384 minori stranieri non accompagnati inseriti nel programma stanno ancora aspettando di essere trasferiti dal nostro Paese, sottolinea Save the Children. In particolare, per 79 minori soli le richieste sono state approvate ma risultano ancora in attesa di trasferimento, mentre ammontano a 151 quelle inviate in attesa di approvazione da parte degli stati membri individuati e a 154 quelle istruite per le quali lo stato membro di destinazione deve invece ancora essere individuato.

Nei due anni in cui il programma è stato in vigore, solo 1 migrante su 3 del totale previsto è stato ricollocato da Italia e Grecia (33.174 su 98.255, pari al 33,7%). I migranti ricollocati dall’Italia sono 11.464 sui 34.953 originariamente previsti dal programma (32,8%), di cui 1.083 bambini accompagnati e appena 99 minori soli[3], mentre dalla Grecia sono stati trasferiti in altri Paesi membri 21.710 migranti su 63.302 (34,3%)[4]. Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, nonostante un impegno legalmente vincolante, si sono rifiutati di partecipare al programma, non hanno accolto alcun migrante e sono stati deferiti dalla Commissione europea alla Corte europea di giustizia.

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