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Giovedì 7 dicembre 2017 - 21:16

Prima della Scala, poca politica e molta mondanità: trionfa rosso

Senza le più alte cariche ma resta evento top per Milano e Italia
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Milano, 7 dic. (askanews) – Una Prima della Scala senza le principali cariche istituzionali, mancano il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio, ma l’inaugurazione della stagione del teatro milanese il 7 di dicembre si conferma l’appuntamento mondano per eccellenza in Italia.

Per l’Andrea Chenier di Umberto Giordano senza Gentiloni e Mattarella, sono arrivati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che ha evitato cronisti e telecamere assiepati all’ìngresso principale, entrando in teatro dal retro. Tra gli esponenti del governo ci sono anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il sottosegretario Claudio De Vincenti e il ministro per i Beni e le attività Culturali, Dario Franceschini, che minimizza sull’assenza delle alte cariche istituzionali. “Il 7 dicembre tutto il mondo guarda Milano, la scala e l’Italia, la lirica e l’opera italiana, è un momento di festa” ha dichiarato.

Per il sindaco di Milano, Beppe Sala, a rappresentare le autorità locali con il presidente della regione, Roberto Maroni si tratta di assenze giustificate: “Capitiamo in un momento politico particolarmente delicato, ho sentito tutti, si sono scusati ma va bene così è una festa milanese” ha commentato al suo arrivo in teatro.

Politica a parte, la Prima della Scala desta curiosità anche per il costume: ecco che il rosso, il colore della passione, come quella che lega i due protagonisti dell’opera che apre questa stazione scaligera, domina negli abiti delle signore. È il colore preferito e più gettonato nelle sue varie nuances, dal rubino al porpora. Lo ha scelto la stilista Lavinia Biagiotti, figlia della scomparsa Laura, che non rimpiange l’assenza della politica. “La moda italiana c’è ed è il petrolio del nostro Paese, e mi sento di parlare per il settore, che ha sempre molto sostenuto la Scala e continua a farlo” ha detto la stilista. C’è anche chi, con l’abito rosso “Rinascita” e una frase tatuata sullo scollo, anch’essa di colore rosso, vuole testimoniare solidarietà alle vittime di violenza.

In rosso anche l’attrice Margherita Buy, e la signora Pereira, elegantissima in lungo decorato di paillettes e pizzi arrivati dal Brasile ma frutto di due mesi di lavoro di ricamo a Milano, oltre che Natasha Stefanenko, con un lungo con scollo a barca firmato dallo stilista Antonio Riva, che la accompagna. Chiara Bazoli, compagna di Beppe Sala, ha invece preferito il rosa cipria con delle trasparenze. Tra gli uomini brilla la stella di Roberto Bolle, elegantissimo in nero. L’importante, assicura l’esperto di stile Enzo Miccio, è non strafare. “Il rosso è teatro, siamo alla Scala, l’importante è non confondersi con le poltrone e scegliere le nuance di rosso, non agghindarsi come albero di Natale ma un po’ di eccesso ed eccentricità sta bene, siamo alla Prima della Scala ragazzi”.

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