Header Top
Logo
Lunedì 18 Dicembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • La rivendicazione degli anarchici del Fai per l’ordigno alla stazione Cc a Roma

colonna Sinistra
Giovedì 7 dicembre 2017 - 18:59

La rivendicazione degli anarchici del Fai per l’ordigno alla stazione Cc a Roma

Messaggio su Internet della "Cellula Santiago Maldonado"
20171207_185947_17485E18

Roma, 7 dic. (askanews) – La “Cellula Santiago Maldonado” della Federazione anarchica informale ha rivendicato l’attacco esplosivo contro la stazione dei carabinieri di via Britannia a Roma. In un lungo messaggio pubblicato dal sito internet “anarhija.info” si spiega: “In tempi di pace sociale e di attendismo non c’è migliore risposta che l’azione. Uno stimolo, una continuità e uno scossone per svegliare chi dorme”.

Quindi si informa: “La notte del 6/7 dicembre è stato collocato nella caserma dei carabinieri del quartiere San Giovanni, Roma, termos acciaio con 1,6 kg di esplosivo. Le nostre attenzioni si sono riversate verso i principali tutori dell’ordine mortifero del capitalismo: le forze dell’ordine. Senza di esse i privilegi, le prepotenze, le ricchezze accumulate dai padroni sarebbero nulla”.

Più avanti si spiega: “L’azione diretta distruttiva è la risposta elementare di fronte alla repressione. Ma non solo. La prassi anarchica è anche un rilancio, una proposta che va altre la solidarietà, rompendo la spirale repressione-azione-repressione.

Le azioni di solidarietà sono importanti, ma non possiamo rinchiuderci nella critica, per quanto armata, di qualche operazione repressiva o di qualche processo”. E poi: “I/le compagni/e prigionieri/e sono parte della lotta, ci danno fianco e ci danno forza. Ma è necessario agire e organizzarsi. L’avanzare dello sviluppo tecnologico, le politiche di controllo e repressione non danno molti margini di valutazione sul che fare. Si sta ridisegnando la vita e la repressione nelle metropoli. Muoversi, agire, può diventare sempre più complicato”.

Quindi “lo stato italiano è all’avanguardia delle politiche repressive e militari. Per collocazione geografica si trova spesso a fare il lavoro sporco per difendere i confini della fortezza europea. I recenti accordi del ministro Minniti coi sanguinari colonnelli libici ne sono la prova recente. Raggiunto il numero di schiavi necessari ‘sfruttiamoli a casa loro’ oltre ad essere popolare è pur sempre un buon affare”.

Per tutto questo – si aggiunge – “la notte scorsa abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti. I diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano. Con questa azione lanciamo una campagna internazionale di attacco contro uomini, strutture e mezzi della repressione. Ognuno con lo strumento che ritiene più opportuno e se lo desidera contribuendo al dibattito”.

Nav/Int2

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su