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Mercoledì 6 dicembre 2017 - 14:12

Roma, sindacato Emet bus: ricorreremo a Tar contro Piano Meleo

già prodotto le prime 5.000 lettere di licenziamento
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Roma, 6 dic. (askanews) – “Oltre ad essere pavida e menzognera, come chi le dà eco, l’assessora Linda Meleo è anche profondamente ignorante e incompetente nella sua materia. Dice che il centro storico dovrà essere accessibile solo al trasporto pubblico, ma la legge 218/2003, articolo 2 comma 1, ribadisce che i pullman turistici sono proprio trasporto pubblico collettivo non di linea, in base alle legge quadro 21/1992, art. 1 c. 1. Dice che ha ‘immaginato’ nuovi posteggi per i bus turistici a fronte di provvedimenti immediati che hanno già prodotto le prime 5.000 lettere di licenziamento rispetto ai 10.000 lavoratori del settore. Dice che il centro storico dovrà essere accessibile solo a mezzi del trasporto pubblico con modalità alternative, ma salva la lobby dei bus scoperti prendendosela solo con i piccoli imprenditori. Insomma, basa la sua delibera su delle bugie facilmente verificabili”. E’ quanto afferma Andrea Genovese, segretario del sindacato Emet Bus. “Meleo – prosegue Genovese – se la prende con gli autisti che stanno per perdere il loro posto di lavoro, i quali non hanno fatto nulla di male, se non percorrere regolarmente Piazza Venezia. Siamo vicini ai nostri dipendenti e comprendiamo la loro manifestazione spontanea, perché attaccati da un’esponente politica ideologizzata e fortemente condizionata dai rapporti con i poteri forti, come dimostrano le sue scelte. Non ci stupiremmo se la forma di resistenza passiva dovesse andare avanti”. “Domani, giovedì 7 dicembre – conclude il segretario Emet Bus – saremo dalle 9 in piazza del Campidoglio per incatenarci a piazza Senatorio e chiedere le dimissioni di un’assessora incompetente e in malafede. Chiederemo anche le dimissioni di Enrico Stefano dalla Commissione Mobilità, perché anch’egli dimostratosi incapace promuovere la verità sull’argomento. Ribadiamo più volte che abbiamo cercato un confronto con l’assessora, la quale non ci ha mai consegnato un pezzo di carta o una bozza di questa sciagurata delibera, che verrà impugnata al Tar un minuto dopo la sua scontata approvazione in Assemblea Capitolina”.

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