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Mercoledì 6 dicembre 2017 - 10:34

Gerusalemme, Papa: profonda preoccupazione, rispettare status quo

"Prevalgano saggezza e prudenza, evitare nuove tensioni"
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Roma, 6 dic. (askanews) – Al termine dell’udienza generale di questa mattina in Aula Paolo VI, nella quale ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo, Papa Francesco ha rivolto un appello per la situazione del Medio Oriente e di Gerusalemme, alla luce della decisione di Donald Trump di spostare in quella città l’ambasciata USA in Israele

“Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite”, ha detto il Papa.

“Gerusalemme – ha proseguito – è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace”.

“Prego il Signore che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti”, ha concluso Bergoglio.

Prima dell’Udienza generale, il Papa aveva incontrato i partecipanti alla riunione del Comitato Permanente per il Dialogo con Personalità religiose della Palestina, promossa dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: a loro ha ricordato che “il dialogo si instaura a tutti i livelli: con sé stessi, attraverso la riflessione e la preghiera, in famiglia, all’interno della comunità religiosa, tra le diverse comunità religiose, e anche con la società civile. La sua condizione primaria è il rispetto reciproco e, nello stesso tempo, mirare a consolidare questo rispetto al fine di riconoscere a tutte le persone, ovunque si trovino, i loro diritti”.

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