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Martedì 14 novembre 2017 - 12:37

Aidepi: ecco identikit del grano buono per fare pasta italiana

C'è una legge che stabilisce parametri e garantisce i consumatori
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Roma, 14 nov. (askanews) – È dal grano che nasce la pasta. Logico che per fare la pasta migliore del mondo servano i grani più pregiati e secoli di esperienza hanno affinato il “senso” dei pastai italiani per riconoscerli e selezionarli. Oggi 1 piatto di spaghetti su 4 al mondo, 3 su 4 in Europa, è prodotto in un pastificio italiano. Il segreto del successo mondiale della pasta made in Italy non è un segreto, ma è scritto nero su bianco nella Legge di purezza della pasta, che quest’anno compie 50 anni. Si tratta della Legge 580/67, l’unica normativa al mondo che garantisce i consumatori (e vincola i produttori) stabilendo i parametri di qualità e le caratteristiche del prodotto e della sua materia prima. Se anche una sola di queste specificità non viene rispettata, il grano non è adatto alla pastificazione e il prodotto finale non può essere chiamato pasta. Lo sottolinea Aidepi, ricordando che in 50 anni l’export italiano di pasta è passato dal 3% al 56% e che oggo un piatto di pasta su 4 al mondo parla italiano.

Dalla nascita della Legge 580/67 il gusto del consumatore si è evoluto assieme alla geografia del suo consumo. Nel 1967 producevamo 1,4 milioni di tonnellate di pasta, tutta o quasi destinata al mercato interno. Oggi la produzione di pasta è più che raddoppiata (3,4 milioni di tonnellate) e la metà finisce fuori dai nostri confini. In valori assoluti, nel 1967 esportavamo 50mila tonnellate di pasta, oggi siamo arrivati a 2 milioni. Sono 52 i Paesi dove si consuma abitualmente e 48 quelli produttori: in un mondo che mangia e produce sempre più pasta, la competitività della pasta Made in Italy è legata a doppio filo alla qualità della sua materie prime. E la legge di purezza ci ha aiutato ad andare in questa direzione, se già 20 anni fa il New York Times spiegava agli americani che i “veri” spaghetti all’italiana sono quelli cucinati al dente.

“A differenza degli altri pastai, noi italiani siamo vincolati dalla legge a produrre pasta di qualità – spiega Paolo Barilla, presidente di Aidepi. Ma ci prendiamo volentieri questa responsabilità, pur di garantire ai consumatori italiani e di tutto il mondo che la pasta che portano in tavola sarà sempre buona e sicura, indipendentemente da quello che può succedere nel campo di grano. Il grano è un prodotto agricolo e, a seconda delle condizioni climatiche, lo stesso terreno potrà produrre un anno un raccolto eccellente, l’anno dopo uno meno buono, e così via. Per questo da 200 anni noi pastai cerchiamo, scegliamo e misceliamo i grani migliori al mondo, combinando le diverse varietà di grano come un pittore mescola i colori o un musicista sceglie le note. Solo così possiamo assicurare la qualità costante della nostra pasta.”

sostenibili”.

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