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Lunedì 13 novembre 2017 - 19:54

Lo stalker omicida che voleva mangiare il cuore di una 24enne

Stalker fermato dallo Sco e dalla squadra mobile di Ancona 42enne
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Roma, 13 nov. (askanews) – A venti anni uccise la moglie, ora, scontata la pena, voleva “mangiare il cuore” ad una ragazza, che non corrispondeva alle sue avances: 42enne di Senigallia arrestato dagli agenti del Servizio centrale operativo di Roma e della squadra mobile di Ancona.

L’uomo Jurgen M., nel 2002, era stato condannato alla pena definitiva di quattordici anni di reclusione, successivamente ridotta, per l’omicidio della giovane moglie, che lo voleva lasciare. Accettato l’ultimo appuntamento chiarificatore, la giovane donna era stata strangolata e il corpo lasciato nella vasca da bagno. L’uomo, subito dopo l’omicidio, uscì di casa per andare a bere con gli amici poi, rientrato in casa, avvolse il cadavere della moglie con un telo, lo legò e lo gettò in una cava, vicino Senigallia. Il marito all’epoca finse anche di collaborare con gli inquirenti. Le indagini portarono al ritrovamento del cadavere e alla condanna dell’uomo, che però scontò in definitiva solo otto anni di carcere.

Ora, a 42 anni, aveva preso di mira un’altra ragazza, una 24enne che lo ha rifiutato più volte.

L’uomo, dopo una relazione di amicizia con la ragazza, iniziata nel 2014, non accettava l’idea che lei non corrispondesse i suoi sentimenti, fidanzandosi con altri coetanei. Già dal mese di ottobre 2016, la famiglia della vittima era diventata un bersaglio: le quattro ruote forate ad un furgone usato dal padre della ragazza per lavoro, poi l’incendio dell’auto di famiglia e successivamente di un’altra auto sempre in uso alla famiglia. Non solo, per costringere la vittima ad interrompere la relazione sentimentale col fidanzato, l’ha tormentata con continui sms minatori inviati da diverse cabine telefoniche della zona, gettando la ragazza nel terrore per la sua incolumità e quella dei suoi cari. Una persecuzione continuata fino a tutto il mese di agosto 2017, anche con profili social fake creati dallo stalker.

le indagini della squadra mobile di Ancona, con il servizio centrale operativo della polizia di Stato, coordinate dalla Procura di Ancona, hanno “ricondotto inequivocabilmente gli episodi delittuosi all’indagato, quale autore indiscusso degli stessi”, spiega la polizia. Le prove raccolte hanno portato prima all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, eseguita il 13 agosto scorso.

Nonostante il provvedimento cautelare, continuavano ad arrivare a casa della vittima gravi minacce. A settembre scorso anche una lettera anonima con quattro proiettili accompagnata da minacce di morte, e ancora sms da cabine telefoniche. Un’altra missiva minatoria era stata spedita per il compleanno della vittima, ma è stata intercettata dagli investigatori la settimana scorsa: era in una cassetta postale di Senigallia, dove l’uomo si era fermato con la sua auto per imbucarla. Jurgen M. Spiega la polizia “aveva propositi ben espressi di rovinare la vita della ragazza sino ad arrivare ad ucciderla, tanto da pronunciare inequivocabili frasi nelle quali palesava l’odio e la volontà di distruggere la vittima: ‘sei cattiva ti uccido’, ‘devi morire’, ‘gli errori si pagano’, ‘ti mangerò il cuore’, ‘ti do fuoco alla macchina con te dentro'”. Propositi omicidi che “giungevano ad ideare il taglio della testa della ragazza e conservarla nella formalina”.

Ma ieri gli investigatori del Servizio centrale operativo della polizia di Stato e della squadra mobile di Ancona, hanno arrestato il 42enne, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Ancona, per i reati di stalking aggravato e continuato. Una misura cautelare che mette fine ai propositi criminali dell’uomo, “salvaguardando la ragazza e tutta la sua famiglia, ad oggi seriamente provata dall’intera vicenda che si protrae, ormai, da un anno”.

Due giorni fa, prima che il provvedimento venisse emesso dal gip del Tribunale di Ancona, il 42enne, che nel frattempo aveva ottenuto la misura cautelare meno restrittiva del “divieto di avvicinamento alla persona offesa”, era andato in Germania per un motoraduno, insieme ai suoi amici. I poliziotti lo hanno arrestato al suo rientro a casa, a Senigallia, appena tornato dalla Germania, dove aveva trascorso il week end.

Gli agenti hanno anche condotto tre perquisizioni nei luoghi frequentati dall’uomo: casa, il luogo di lavoro (una fabbrica di altoparlanti) e la casa dei genitori. Gli investigatori hanno trovato e sequestrato due armi comuni da sparo, carabine ad aria compressa, proiettili, ogiva da arma da fuoco, una corda di bianca di tre metri, con nodo scorsoio, una ventina tra coltelli e pugnali di grandi dimensioni. Jurgen M. è ora nel carcere di Montacuto.

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