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Venerdì 13 ottobre 2017 - 12:22

Tumore del rene, qualità di vita buona per il 57% dei pazienti

Ma ancora troppe differenze nelle cure anticancro fra le regioni

Roma, 13 ott. (askanews) – Per il 64% degli italiani il livello di assistenza offerto in campo oncologico dal nostro Sistema Sanitario Nazionale è buono (ottimo per l’8%). Ma il 76% ritiene che ci siano differenze nelle opportunità di cura per i malati oncologici nelle diverse Regioni. Un giudizio analogo è espresso anche dai pazienti colpiti da tumore del rene: il 57% giudica buona la propria attuale qualità di vita (ottima per il 6%), ma il 76% sostiene che la priorità per il futuro per migliorare la condizione dei malati di cancro sia proprio l’eliminazione delle differenze territoriali nelle cure. È quanto emerge da due sondaggi che hanno coinvolto 1.034 cittadini e 256 pazienti con tumore del rene, proprio per scattare una fotografia del livello di conoscenza di questa neoplasia.

I risultati sono presentati oggi a Milano in un convegno nazionale organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e reso possibile grazie a un supporto non condizionato di Ipsen S.p.A. “Negli ultimi due anni – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM – abbiamo assistito a un miglioramento dei processi di approvazione e rimborsabilità delle nuove molecole anticancro a livello nazionale da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dopo la registrazione da parte dell’ente regolatorio europeo (EMA). Tuttavia questo potrebbe non bastare per permettere uguali tempistiche e procedure per l’accesso alle terapie in maniera omogenea in tutto il Paese”. “Vanno infatti considerate diverse problematiche regionali – continua il prof. Pinto -. Si registra un’ampia variabilità a livello territoriale, con disparità che possono essere consistenti passando da un tempo minimo di 31 giorni a uno massimo di 293 giorni”. Dal sondaggio emerge che il 78% dei pazienti colpiti da tumore del rene ritiene che le molecole innovative siano una risorsa sia per i medici che per i malati. (Segue)

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