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Venerdì 13 ottobre 2017 - 11:54

Tangenti in Nigeria, tranche Shell sarà riunificata a filone Eni

Procedimento rinviato a 17 ottobre. Tra indagati Descalzi e Scaroni

Milano, 13 ott. (askanews) – Si è aperta con un rinvio l’udienza preliminare a carico di Malcolm Brinded, presidente di Shell Foundation, e di altri tre ex dirigenti della società petrolifera olandese, Peter Robinson, Guy Colgate e John Coplestone, accusati di corruzione internazionale in uno dei filoni dell’inchiesta milanese sulla presunta maxi tangente di Eni e Shell in Nigeria. Il gup di Milano, Giusy Barbara, ha rinviato il procedimento al 17 ottobre, giorno in cui il procedimento dovrebbe essere riunificato con il troncone principale dell’inchiesta milanese, quello che vede imputate 11 persone, tra cui l’amministratore di Eni, Claudio De Scalzi, e il suo predecessore alla guida del “cane a sei zampe”, Paolo Scaroni.

L’indagine, condotta dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, riguarda l’operazione che, nel 2011, portò Eni e Shell a pagare 1 miliardo e 92 milioni di dollari per ottenere dal governo nigeriano la concessione Opl-245 sull’esplorazione petrolifera di un tratto di mare al largo delle coste del paese africano. Secondo l’accusa, fu una maxi tangente destinata ad esponenti del governo nigeriano. Tra gli indagati, insieme a Descalzi e Scaroni, anche altri 3 ex top manager Eni (Roberto Casula, ex capo divisione esplorazioni, Vincenzo Armanna, ex vicepresidente del gruppo in Nigeria, e Ciro Antonio Pagano, all’epoca dei fatti managing director di Nae, società del gruppo Eni), diversi presunti intermediari (il nigeriano Emeka Obi, gli italiani Gianluca Di Nardo, Luigi Bisignani e Gianfranco Falcioni, il russo Ednan Agaev) e l’ex ministro del petrolio nigeriano Dan Etete. Sotto indagine, ai sensi della legge 231 sulla responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dipendenti, anche i due gruppi Eni e Shell.

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