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Mercoledì 13 settembre 2017 - 13:57

Piemonte, Regione: siccità in alessandrino costa 25-30 milioni

La zona più compromessa è quella dei bacini appenninici

Torino, 13 set. (askanews) – Far fronte ai danni causati dalla recente siccità e prevenirli in futuro costerà solo in provincia di Alessandria, tra i 25 e i 30 milioni di euro. La stima è dell’assessore rpiemontese all’Ambiente e alla Protezione Civile, Alberto Valmaggia.

Si tratta di un investimento necessario per mettere in sicurezza i sistemi di approvvigionamento idrico. La Provincia di Alessandria ha disposto la richiesta di stato d’emergenza alla Regione Piemonte, da inoltrare al presidente del Consiglio dei ministri. L’8 settembre il Presidente della Provincia di Asti ha adottato il provvedimento di dichiarazione dello stato di emergenza per la zona della Langa Astigiana.

Secondo l’assessore il costo per far fronte all’emergenza, in particolare il trasporto dell’acqua con autocisterne (normalmente svolto da personale volontario della Protezione civile), a carico dei gestori dell’Autorità d’ambito dell’Alessandrino, ammonta a 25mila euro giornalieri.

La zona più compromessa dalla siccità nell’alessandrino riguarda i bacini appenninici (Alto Tanaro, Bormida, Orba e Scrivia-Curone) che sono in siccità “estrema”, ma anche il resto del Piemonte è in sofferenza. Il deficit pluviometrico del bacino del Po è stato, ad agosto, del 10 per cento circa, mentre i bacini del Cuneese e delle pianure Astigiana e Alessandrina sono in siccità “moderata” e “severa”. La ripresa delle precipitazioni a settembre ha migliorato la situazione in quasi tutti i bacini.

La causa prevalente dei problemi è da ascriversi alla anzianità delle reti di distribuzione ed agli elevati livelli di perdite (in alcuni casi oltre il 30 per cento).

Valmaggia ha sottolineato la necessità di “pensare a interventi strutturali per tutto il servizio idrico che ha ampi margini di miglioramento”.

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