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Giovedì 10 agosto 2017 - 19:23

Assalto con i suv e maxi rissa tra clan rom nella Bergamasca

Ripreso tutto dalle telecamere di sicurezza
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Milano, 10 ago. (askanews) – E’ stata ripresa dalle telecamere di sicurezza il violentissimo scontro tra due clan rom avvenuto intorno alle 14.30 di martedì scorso nel parcheggio dell’ospedale di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Le immagini acquisite dai carabinieri della Compagnia di Bergamo che stanno svolgendo le indagini, documentano l’arrivo a bordo di sei auto di grossa cilindrata dei membri delle famiglie Nicolini e Horvat che, attraverso Facebook, si erano dati appuntamento per un regolamento di conti nell’ambito di una faida che va avanti da anni e che ha già visto le due famiglie spararsi addosso almeno già due volte sulle strade della Bergamasca. Ma mai come due giorni fa, quando, secondo quanto hanno riferito gli investigatori, i Nicolini avrebbero ripetutamene aperto il fuoco con due pistole (una calibro 7.65 e una 9×21), prima di dare l’assalto con le auto a cui è seguita la maxi rissa finale, prima del fuggi fuggi generale.

Oltre alla quindicina di bossoli dei colpi esplosi ad altezza uomo in direzione dell’Hummer mimetico degli Horvat, uno dei quali si è conficcato nell’auto di un dipendente dell’ospedale che si stava recando al lavoro, i carabinieri hanno recuperato spranghe, mazze e asce, l’armamentario con i quali i due gruppi si erano presentati in piazzale Pertini. Poco dopo la rissa, i carabinieri intervenuti sul posto hanno arrestato quattro pregiudicati, due fratelli Nicolini di 24 e 33 anni, la loro madre 50enne e un comasco venuto a dar loro manforte. A piede libero è stato invece denunciato un buttafuori di origine marocchina che era stato assoldato per la rissa.

Le indagini ora proseguono per identificare tutti i partecipanti alla rissa e alcune persone sono ricercate, mentre sono già scattate una serie di perquisizioni. I reati contestati al momento sono rissa aggravata, porto abusivo d’armi e tentato omicidio. Più di uno dei partecipanti allo scontro si è fatto male ma è un miracolo che in quel quarto d’ora di violenza esploso in un parcheggio alla fine di un mercato tra i passanti terrorizzati non ci sia scappato il morto.

Alp/Int5

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