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Domenica 16 luglio 2017 - 12:18

Papa: i vizi fanno a pugni con Dio, no ad avidità e potere

Occorre strapparli via altrimenti la Parola non porta frutto
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Roma, 16 lug. (askanews) – “Il nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto, ma può essere anche duro, impermeabile. Ciò avviene quando sentiamo la Parola, ma essa ci rimbalza addosso, proprio come su una strada. Tra il terreno buono e la strada ci sono però due terreni intermedi che, in diverse misure, possiamo avere in noi”. Lo ha detto il Papa, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il consueto Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

Il primo sentiero “è quello sassoso – ha detto – Proviamo a immaginarlo: un terreno sassoso è un terreno ‘dove non c’è molta terra’ (cfr v. 5), per cui il seme germoglia, ma non riesce a mettere radici profonde. Così è il cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non ‘decolla’ mai. È un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto”.

“C’è poi l’ultimo terreno, quello spinoso, pieno di rovi che soffocano le piante buone. Che cosa rappresentano questi rovi? ‘La preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza’ (v. 22), dice Gesù. I rovi sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il potere. Se coltiviamo questi rovi, soffochiamo la crescita di Dio in noi. Ciascuno può riconoscere i suoi piccoli o grandi rovi, i vizi che abitano il suo cuore, quegli arbusti più o meno radicati che non piacciono a Dio e impediscono di avere il cuore pulito. Occorre strapparli via, altrimenti la Parola non porta frutto”.

“Cari fratelli e sorelle – ha concluso il Papa – Gesù ci invita oggi a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se in noi i sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. Così facendo, Gesù, buon seminatore, sarà felice di compiere un lavoro aggiuntivo: purificare il nostro cuore, togliendo i sassi e le spine che soffocano la sua Parola”.

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