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Venerdì 16 giugno 2017 - 20:01

Una giornata in tilt

Lo stop a singhiozzo di treni, aerei, bus e metrò
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Roma, 16 giu. (askanews) – Venerdì di passione in molte città oggi a causa dello sciopero nazionale del trasporto pubblico. Treni, aerei, bus e metro si sono fermati a singhiozzo e secondo le fasce di garanzia causando non pochi disagi. In un clima torrido che ha visto i cittadini costretti a lunghe file in auto nel traffico o alla ricerca di taxi o a spostarsi a piedi.

I maggiori disagi nella Capitale, dove da stamattina sono chiuse tutte le metro (A, B/B1 e C) e i treni regionali viaggiano con forti riduzioni di convogli. Anche per bus e tram corse ridotte e linee sospese. Due distinti gli scioperi a Roma: rispettivamente di 24 e 4 ore, indetti dai sindacati di base e dal Sul. Entrambe le agitazioni interessano sia la rete Atac (bus, tram, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Centocelle) che le linee periferiche gestite dalla Roma Tpl. Per quanto riguarda lo sciopero di 24 ore in vigore le fasce di garanzia: servizio regolare fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20. L’agitazione di 4 ore, invece, dalle 11 alle 15. situazione critica dovuta anche al traffico in tilt e ad alcuni incidenti verificatisi a Roma Sud.

Disagi, anche a Milano seppure in minor misura visto che le linee metropolitane 1, 2 e 3 hanno funzionato. Così come a Napoli, dove la protesta indetta da sigle sindacali minori non ha coinvolto bus, funicolari e metro 1. Caos invece a Venezia dove questa mattina a Piazzale Roma, il terminal automobilistico della città, è stato invaso dalle auto di chi si recava in centro per lavoro e dai centinaia i turisti che tentavano di raggiungere la laguna. Taxi presi d’assalto con code chilometriche e attese anche di un’ora.

“Troppi i disagi per i cittadini dovuti allo sciopero dei trasporti. Quello che andava evitato era il blocco concomitante di metropolitane, bus, treni ed aerei. Non è possibile che il consumatore non abbia alternative per potersi spostare. Non si può bloccare un intero Paese”, ha protestato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il punto – ha detto – non è impedire lo sciopero o dare la possibilità di indirlo solo al 50% più uno dei lavoratori. Andrebbe contro la nostra Costituzione. La legge può regolare lo sciopero, non vietarlo. La questione è impedire che uno sciopero possa paralizzare una nazione, rivedendo la regolamentazione in settori chiave come quello dei trasporti”. E, ha avvertito, “il Parlamento deve rivedere le sanzioni pecuniarie previste per chi viola la 146/90, che ormai non rappresentano più un efficace deterrente, visto che quelle massime vanno da 2.500 a 50.000 euro”.

Durissimo il giudizio di Renzi: “L’ennesimo sciopero dei trasporti è uno scandalo. Fatto ancora una volta di venerdì. E proclamato da piccole sigle che utilizzano ancora una volta l’alibi della privatizzazione”, scrive su Facebook il segretario del Pd, per poi tornare sullo sciopero dei sindacati di base del settore trasporti con un tweet sarcastico: “È venerdì, vai con lo sciopero”. “E in questa stagione turistica così delicata: come si può lasciare a terra ancora una volta Alitalia? Il diritto di sciopero è sacrosanto e va garantito. Ma anche il diritto dei cittadini di non essere presi in giro: non è possibile che una miriade di piccole sigle paralizzi i venerdì delle nostre città”, ha chiosato.

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