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Venerdì 17 febbraio 2017 - 15:18

Vino, Zaia: accordo di filiera per prezzo del Prosecco

Convegno a Godega Sant'Urbano (TV)

Treviso, 17 feb. (askanews) – “Gli agricoltori non devono essere bulimici, i prezzi devono diventare un accordo di filiera per non far fare al Prosecco la fine del Cava (ndr spumante spagnolo)”. Lo ha detto, a Godega di Sant’Urbano, il governatore della Regione Veneto Luca Zaia nell’ambito del convegno di apertura dell’edizione 2017 dell’Antica Fiera (4-6 marzo). “La produzione di quest’anno deve avere già un prezzo certo, definito, per chi opera sui mercati internazionali; bisogna quindi “cappare” il prezzo e decidere che il prezzo “politico” è quello, ma non per fare un cartello e guadagnare di più bensì per mantenere il mercato” ha aggiunto il Presidente della Giunta.

Se la gestione accorta dei prezzi è uno dei pilastri del futuro del Prosecco, che genera un’economia da 5 miliardi di euro l’anno, gli altri due sono: il rispetto dell’ambiente e della salute, e la differenziazione.

“I produttori sono stati eccezionali e hanno investito – ha continuato Zaia – ma, anche per non subire attacchi in futuro da parte di concorrenti infastiditi per il successo del Prosecco, dobbiamo diventare “i primi della classe”: adottare tecniche rispettose dell’ambiente e andare verso la certificazione ambientale totale, del prodotto e del processo. Va sfatato il mito che solo in Veneto si usino i fitofarmaci, ci sono protocolli internazionali che regolamentano il loro uso, e non è giusto che sul banco degli imputati finiscano solo i nostri agricoltori. Ma noi dobbiamo essere degli apripista. Le prime azioni da fare sono: eliminare l’uso dei disseccanti tra i filari, acquistare atomizzatori con sistemi di recupero della deriva e optare sempre di più per trattamenti biologici”.

“Attenzione alla febbre del Prosecco – è stato un altro appello del Governatore ai viticoltori-. Vi invito a guardare anche ad altre tipologie di vitigno, a differenziare. Il prezzo dell’uva del Prosecco non continuerà a crescere ogni anno come negli ultimi anni. C’è un prezzo massimo a cui dobbiamo fermarci”.

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