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Giovedì 16 febbraio 2017 - 15:46

Città salutari, i sindaci presentano il manifesto all’Europa

Ora verrà proposto all'esame del Parlamento Ue

Roma, 16 feb. (askanews) – Dalle politiche sul trasporto pubblico all’accessibilità delle informazioni sanitarie; dall’educazione sanitaria nei programmi scolastici alla promozione dello sport e di una corretta alimentazione. Il ruolo dei Comuni e dei Sindaci, anche in veste di autorità sanitarie locali, è al centro del Manifesto “La salute nelle Città: bene comune”, presentato oggi a Roma e la cui approvazione verrà proposta al Parlamento europeo da parte della delegazione italiana del Comitato delle Regioni.

Il Manifesto realizzato da Health city institute con il patrocinio di ANCI, Federsanità, Istituto superiore di sanità e Cities changing diabetes, delinea i punti chiave e le azioni da mettere in campo nelle Città per migliorare gli stili di vita e lo stato di salute dei cittadini, con l’obiettivo di realizzare ‘Health cities’, ovvero città consapevoli dell”importanza della salute come bene collettivo e che quindi mettono in atto politiche mirate e chiare, per tutelarla e migliorarla. Ogni punto del manifesto contiene le azioni prioritarie per il raggiungimento di questo obiettivo, partendo da dieci assunti di base: tra questi la volontà di “rendere la salute dei cittadini il fulcro di tutte le politiche urbane”, che si concretizza innanzitutto assicurando “un alto livello di alfabetizzazione e di accessibilità all’informazione sanitaria per tutti i cittadini”. Tra i propositi principali, quello di “inserire l’educazione sanitaria in tutti i programmi scolastici; incoraggiare stili di vita sani; promuovere una cultura alimentare appropriata; ampliare e migliorare l’accesso alle pratiche sportive; sviluppare politiche locali di trasporto urbano orientate alla sostenibilità ambientale”. Il Manifesto impegna inoltre le città nella creazione di iniziative “per promuovere l’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione primaria, con particolare riferimento alle malattie croniche” e considerando “la salute delle fasce più deboli e a rischio quale priorità per l’inclusione sociale nel contesto urbano”. Ulteriore proposito, infine, è quello di “studiare e monitorare a livello urbano i determinanti della salute dei cittadini, attraverso una forte alleanza tra Comuni, Università, Aziende sanitarie, Centri di ricerca, industria e professionisti”.(Segue)

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