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Venerdì 2 dicembre 2016 - 07:55

‘Ndrangheta, confiscati beni per 2 mln a due imprenditori collusi

Operazione Dia Catanzaro, ritenuti referenti del clan Giampà
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Roma, 2 dic. (askanews) – La Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro ha avviato l’esecuzione di un decreto di confisca emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro, divenuto definitivo dopo il vaglio operato dalla Suprema Corte di Cassazione, con il quale è stata disposta l’acquisizione al patrimonio dello Stato delle aziende riconducibili a due imprenditori edili – Davide Orlando e Roberto Piacente, entrambi di Lamezia Terme – arrestati e condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione “Piana”.

Con il provvedimento sono state definitivamente confiscate le quote sociali e il compendio aziendale di due ditte (la “Calcestruzzi S. Antonio di Piacente Serafino & C. S.a.s” e la “Dafram Costruzioni Edili” di Bruno Caterina), entrambe aventi sede a Lamezia Terme, nonché diversi beni immobili, mobili registrati e mezzi industriali per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.

L’iter giudiziario è iniziato nel maggio del 2013 con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di quattro persone, tra cui i imprenditori, ritenuti organici alla cosca della ‘ndrangheta Giampà.

In particolare, dall’attività investigativa condotta dalla Dia di Catanzaro, coordinata dal locale Procuratore Distrettuale, è emerso che gli imprenditori, ritenuti referenti dei Giampà, erano riusciti ad ottenere, grazie all’interessamento di soggetti facenti parte della cosca, l’assegnazione di importanti appalti, scavalcando la normale concorrenza e prevalendo sugli altri imprenditori. Ciò aveva consentito loro di assicurarsi una quota di guadagni illeciti da tali attività e di garantirsi l’infiltrazione illegale nel tessuto economico di Lamezia Terme.

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