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Martedì 29 novembre 2016 - 12:30

Donne più longeve ma meno in salute uomini. Serve medicina genere

Presentato a Roma il Libro Bianco ONdA sulla salute al femminile
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Roma, 29 nov. (askanews) – Hanno un’aspettativa di vita più lunga, consumano più farmaci, fumano di meno e fanno minor uso di alcol. Le donne in sovrappeso sono di meno rispetto agli uomini, nonostante pratichino sport in misura minore e siano più sedentarie. Ma è necessaria più attenzione alla medicina di genere e al welfare della donna per migliorare la salute e la qualità di vita. E’ questa la fotografia scattata dal Libro Bianco di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, grazie alla collaborazione di Farmindustria, presentato oggi a Roma. Giunto alla quinta edizione, il Libro Bianco esce quest’anno in concomitanza con il decennale di Onda.

Secondo i dati, le donne italiane hanno un’aspettativa di vita di 85 anni, contro gli 80,3 degli uomini, ma quelle che un tempo erano ritenute malattie a prevalenza maschile come malattie cardiovascolari, obesità, carcinoma polmonare, sono ora fra le principali cause di morte per le donne.

Rispetto agli uomini consumano più farmaci, con una prevalenza d’uso del 67,5% contro il 58,9% negli uomini, fumano di meno – il 14,8% di donne dichiara di fumare sigarette rispetto al 24,5% di uomini – e fanno meno uso di alcol – le consumatrici a rischio sono l’8,2% rispetto al 22,7% dei consumatori. Nonostante le donne in sovrappeso siano meno degli uomini (28,2% contro 44,8%), sono loro a praticare meno sport e a essere più sedentarie: solo il 10,3% fa attività sportiva con continuità e il 44,1% è sedentaria, contro, rispettivamente il 27,1% e il 35,5% degli uomini.

Gli argomenti affrontati dal Libro Bianco spaziano dalla sicurezza dei punti nascita alla tutela della fertilità, dalla prevenzione cardiovascolare declinata al femminile alla depressione nei cicli vitali della donna, dallo stato dell’arte della ricerca oncologica in rosa alle problematiche associate a sovrappeso e obesità femminili, dal dolore cronico all’impatto delle malattie autoimmuni reumatiche sull’essere “donna”, dalle demenze alla condizione della donna anziana e alla violenza di genere.

Nel volume si sottolinea, ad esempio, come il 30% di tutte le patologie femminili riguardi l’area della salute mentale (malattie psichiatriche e neurologiche). Protagonista in questo scenario è la depressione maggiore che colpisce le donne da due a tre volte più degli uomini, dall’adolescenza all’età adulta e che spesso si accompagna ad altri disturbi psichici tipicamente declinati al femminile, come ansia, disturbi del sonno e del comportamento alimentare. Oltre ad avere un’aumentata possibilità di ammalarsi nel corso della vita e a riferire, rispetto agli uomini, un maggior numero di sintomi, le donne presentano una maggiore durata degli episodi.

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