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Venerdì 4 novembre 2016 - 14:33

Terremoti, Internet of Things per monitorare stato salute edifici

Sistema innovativo e a basso costo della start up torinese Sysdev
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Roma, 4 nov. (askanews) – Valutare a distanza l’integrità di un edificio o una struttura dopo un evento catastrofico – come un terremoto – in tempo reale e con grande risoluzione grazie a un sistema di sensori che trasmettono le informazioni a stazioni di terra, da dove i dati vengono trasferiti a una piattaforma cloud che li elabora e li rende fruibili dall’utente grazie a una interfaccia grafica accessibile da browser quindi da Pc, tablet o smartphone che sia.

E’ il sistema pensato da Sysdev, start up torinese, fondata nel 2015 da Marco Bonvino, incubata presso I3P (l’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino) che, grazie al finanziamento di un partner industriale (A.DI.Co.M group, società torinese che opera nel settore IT), si appresta ad affrontare la fase di sviluppo finale del prodotto in vista del lancio sul mercato. “Nel primo semestre del prossimo anno – spiega ad askanews Marco Bonvino fondatore della start up che oggi dà lavoro a cinque persone, tra cui tre giovani laureati – abbiamo in programma la sperimentazione di diversi progetti pilota, per passare poi nella seconda metà dell’anno alla commercializzazione del sistema”.

Un esempio di come la tecnologia, l’Internet of things in particolare, possa offrire soluzioni efficienti e a basso costo per gestire situazioni eccezionali o anche per prevenirle. Un servizio che, pur utilizzando alta tecnologia, è semplice e, soprattutto, a basso costo. Il prezzo Bonvino non lo dice, ma fa capire che si tratta di un risparmio a diversi zeri. “Il monitoraggio degli edifici o delle strutture (ad esempio autostrade, ponti, gallerie anche ferroviarie, ecc.) avviene attraverso l’applicazione di un certo numero, anche elevato, di sensori che costano poco, hanno dimensioni ridotte, sono di facile installazione, si alimentano con una batteria integrata che dura diversi anni. Questi sensori, che possono essere applicati in qualsiasi momento sulla struttura da monitorare, sono autoconnessi al cloud tramite rete wireless a lunga durata secondo lo standard Lo-Ra (fino a 15 Km in campo libero e 2 Km in spazio urbano) e trasmettono le informazioni acquisite ai gateway per il successivo trasferimento al server centrale su cloud. La piattaforma raccoglie i Big Data dal campo, li aggrega, li elabora e li rende disponibili all’utente finale che per utilizzarli deve solo collegarsi a una interfaccia grafica personalizzata, accessibile direttamente dal browser, quindi anche da smartphone o tablet. In questo modo si ha una visione 3D della struttura, in tutte le sue parti, senza doverla visionare di persona”.

Un sistema di questo tipo potrebbe rivelarsi uno strumento utile in diversi settori. “I nostri potenziali clienti – spiega Bonvino – sono i gestori di edifici pubblici e storici per la validazione della sicurezza di accesso alla struttura; i gestori di infrastrutture strategiche (aeroporti, stazioni, ecc.) per valutare i danni o coordinare i soccorsi in caso di eventi come terremoti o attacchi terroristici; e ancora i gestori di infrastrutture di comunicazione, come autostrade o ferrovie, per la manutenzione a distanza e l’intervento preventivo. Ma anche le industrie che, ad esempio dopo un terremoto, hanno necessità di riprendere rapidamente l’attività produttiva e infine le assicurazioni che potrebbero così validare a distanza i danni e magari offrire sconti sulle polizze se viene installato il sistema”.

Nel pensare e sviluppare il suo servizio, Sysdev ha tenuto conto anche della necessità, sempre più sentita, di aumentare la resilienza di un’area colpita da un evento catastrofico, cioè la capacità di quel territorio di tornare operativo in modo da contenere i danni, economici ma anche emotivi legati ad esempio alla sospensione dell’attività produttiva e quindi lavorativa delle persone colpite o dell’attività scolastica. E poi, conclude Bonvino, “un sistema di monitoraggio strutturale a basso costo ed efficiente consente di monitorare anche le strutture meno importanti, oggi abbandonate a causa della complessità dell’operazione e dei costi elevati”.

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