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Mercoledì 19 ottobre 2016 - 16:59

Scredita l’ex marito con il figlio: condannata a pagare 30mila euro

Decisione del tribunale civile della Capitale

Roma, 19 ott. (askanews) – E’ onere di ogni genitore attivarsi per recuperare e mantenere l’immagine dell’altro genitore nei confronti del figlio. Qualora ciò non venisse realizzato, è possibile che il genitore venga condannato a risarcire il danno all’altro genitore ai sensi dell’art. 709-ter del Codice di procedura civile. A definire così la questione è il tribunale civile di Roma, con la sentenza 18799/2016.

Nello specifico – si spiega – il tribunale ha accertato che la madre, genitore cosiddetto collocatario, non aveva cercato di riavvicinare il figlio al padre “risanandone il rapporto nella direzione di un sano e doveroso recupero necessario per la crescita equilibrata del minore, ma al contrario continuando a palesare la sua disapprovazione in termini screditanti nei confronti del marito”.

Ed il compito del genitore collocatario è infatti quello di attivarsi per “consentire il giusto recupero del ruolo paterno da parte del figlio, che nella tutela della bigenitorialità cui è improntato lo stesso affido condiviso postula il necessario superamento delle mutilazioni affettive del minore”.

La portata della sentenza risiede quindi nel fatto che, per il tribunale di Roma entrambi i genitori – in osservanza della responsabilità genitoriale di cui sono titolari- devono aver massimo rispetto dell’ex partner, in quanto questi è prima di tutto genitore del proprio figlio e quindi il rapporto con quest’ultimo deve essere tutelato e salvaguardato.

Quindi, secondo il Tribunale, la condotta genitoriale che ostacola il buon funzionamento dell’affido condiviso con “degli atteggiamenti sminuenti e denigratori della figura paterna”, deve essere sanzionata mediante il ricorso al disposto contenuto all’articolo 709-ter Cpc, ovvero ammonendo il genitore collocatario, nel caso specifico la madre e stabilendo a suo carico un risarcimento danni di 30.000,00 euro.

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