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Martedì 18 ottobre 2016 - 15:21

Gallera: preoccupa situazione sanitaria centro profughi di Milano

Sopralluogo dell'assessore lombardo all'hub di via Sammartini
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Milano, 18 ott. (askanews) – “Oggi ho toccato con mano l’assoluto fallimento delle politiche di gestione dei flussi migratori del Governo. Non si può consentire che centinaia di persone arrivino senza avere già a disposizione luoghi che possano accoglierli dignitosamente. Questo crea un allarme sociale e sanitario evidente che non puo’ essere sottaciuto. Per questo spero che ci sia un’azione governativa che porti a collocare al di fuori di Milano, ormai allo stremo da questo punto di vista, i profughi ancora in arrivo”. Lo ha scritto in una nota l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, dopo un sopralluogo al centro accoglienza profughi di via Sammartini, in zona Stazione Centrale, a Milano.

Accompagnato dal direttore dell’Ats della Città Metropolitana di Milano, Marco Bosio, l’assessore ha visitato i locali del centro di accoglienza. “Sono venuto – ha aggiunto – per verificare la situazione igienico-sanitaria. Una situazione, che pur gestita al meglio dai volontari dell’associazione Arca che stanno facendo un ottimo lavoro, ho trovato particolarmente allarmante, anche se il numero delle persone che dormono all’interno dei locali si è ridotto negli ultimi due giorni, secondo le indicazioni date dall’Ats, passando dalle 700 alle circa 430 persone”.

“I locali messi a disposizione, infatti, – ha continuato Gallera – sono assolutamente inadeguati. I letti sono accatastati, i bagni sono insufficienti per essere utilizzati da un così elevato numero di persone, c’è un ambulatorio dell’Ats che visita i profughi che dormono all’interno, ma che non riesce a garantire assistenza anche a quelli che stanno all’esterno. Il che significa che il rischio trasmissione di malattie non può essere arginato, visto che anche chi dorme all’aperto, di giorno, pranza insieme agli altri profughi nella mensa del Centro. Insomma la situazione è preoccupante, soprattutto perché stiamo andando incontro all’inverno con tutte le conseguenze che esso comporta”.

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