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Venerdì 23 settembre 2016 - 17:45

Influenzò le indagini su Garlasco, condannato ex carabiniere

Il Tribunale di Pavia: 2 anni e 6 mesi al maresciallo Marchetto

Milano, 23 set. (askanews) – Condannato a due anni e mezzo di carcere per falsa testimonianza. Si è chiuso così il processo a carico di Francesco Marchetto, ex maresciallo dei carabinieri ed ex comandante della stazione di Garlasco all’epoca dell’omicidio di Chiara Poggi. Marchetto dovrà anche versare una provvisionale da 10 mila a favore della famiglia Poggi in attesa che un giudici civile stabilisca l’esatta entità del risarcimento per i familiari delal vittima.

L’ex carabiniere, 55 anni, oggi in pensione, condusse le prime indagini sull’omicidio di Garlasco. Il Tribunale di Pavia lo ha condannato perchè avrebbe mentito sulla bicicletta nera che una donna notò all’esterno della villetta della famiglia Poggi il 13 agosto 2007, giorno stesso del delitto. Anche i familiari di Alberto Stasi, l’allora fidanzato di Chiara poi condannato a 16 anni per quell’omicidio, possedevano una bicicletta simile che però non venne mai sequestrata proprio perchè l’allora maresciallo dell’Arma avrebbe attestato il falso in un’annotazione di servizio poi entrata a far parte degli atti di indagine. Marchetto scrisse di aver ascoltato la testimone ma che, dalla descrizione di quest’ultima, era da escludere che la bicicletta notata fuori dalla villa Poggi fosse quella degli Stasi. Le due bici, fece in sostanza mettere a verbale l’ex carabiniere, erano simili ma non uguali: l’una non corrispondeva all’altra per alcuni dettagli evidenti.

Così facendo, secondo l’avvocato di parte civile Gian Luigi Tizzoni, storico legale della famiglia Poggi, Marchetto avrebbe sviato le successive indagini portando all’assoluzione di Stasi (che sarebbe stato condannato soltanto nel processo d’appello bis dopo aver incassato una doppia assoluzione in primo e secondo grado). Perciò la sua condanna, commenta Tizzoni, “è un’ulteriore conferma che la due sentenze di assoluzione per Stasi si sono basata su una perizia monca, quella della camminata, e sulla falsa testimonianza del carabinere che condusse le indagini”.

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