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Martedì 7 giugno 2016 - 16:04

Escalation di minacce Isis a Roma

Immagini del Colosseo e del Teatro Marcello
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Roma, 7 giu. (askanews) – “Loro vogliono Raqqa e noi vogliamoRoma”. Con questo titolo lo Stato Islamico (Isis) ha pubblicatoin rete un documento che contiene minacce dirette alla capitaled’Italia definita “covo” del Vaticano. Si tratta della secondaminaccia alla città eterna in quattro giorni. La minaccia postatasui social media oggi segue infatti un video diffuso da jihadistisabato scorso nel quale, tra l’altro, si afferma che le strade diRoma “saranno inondate dal vostro sangue”.
Il documento di oggi è un PDF con una “copertina” con immaginedel Colosseo e del Teatro Marcello che è stato postato su Twitterdalla Fondazione al Wafa, un organo media dell’Isis. Assolutanovità è il fatto che l’autore ddel documento è una donna che sifa chiamare “Um al Samh al Qureishyah” (che in arabo significa”Madre della Tolleranza di al Qureish”, che il nome di una tribùdella Mecca ai tempi del profeta Maommetto)
“Voi volete Raqqa perché è governata dalla legge di Allah e noivogliamo Roma perchè sia governata dalla legge di Allah”, scrivel’autrice prima di ribadire: “Si è Roma che vogliamo, città covodel Vaticano che è il punto di riferimento dei nazareni, dallaquale un uomo impuro noto come Papa delle guerre crociatelanciate sempre contro i musulmani”. Quindi i dettagli delleminacce: Umilieremo i miscredenti di Roma, stupreremo le lorodonne (…). Si salverà solo chi abbraccerà l’Islam o sisottometterà all’Islam. Non vi è altra fede che l’Islam. Diquesto vi ricrederete presto”.
E dopo una lunga premessa sulla guerra lanciata contro ilCaliffato da “ben 60 Paesi” della coalizione per la ripresadiquella che è la capitale del califafto, l’autore ricorda lemacerie lasciate dai jihadisti a Kobane prima di ritirarsi dallacittà curda-siriana liberata dopo un lungo assedio nel gennaiodel 2015 grazie all’eroica difesa della popolazione civileguidate dalle milizie curde delle Unita di Difesa del Popolo(Ypg).
“Come via hanno lasciato i nostri jihadisti la città di Kobane”?Un cumulo di macerie senza neanche un solo muro eretto cheindichi che una volta vi erano costruzioni”, si legge ancora neldocumento che definisce “idioti” coloro che credono nella cadutadi Raqqa. L’uotore ricorda infine che “sulla faccia della terradel nostro Signore non devono riamanere che musulmani e sottmessiall’Islam”.
Fth/Int2

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