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Sabato 28 maggio 2016 - 18:24

Inaugurata a Venezia Gangcity mostra fotografica su degrado

80 scatti nello spazio Thetis all'Arsenale fino al 27 novembre
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Venezia, 28 mag. (askanews) – Inaugurata a Venezia Gangcity, la mostra di sei maestri della fotografia che racconta, in 80 scatti, oltre 40 anni di drammatica relazione tra degrado urbano e degrado sociale. Gangcity, situata nello spazio Thetis dell’Arsenale Nord e aperta al pubblico dal 28 maggio al 27 novembre 2016, è un viaggio nelle periferie del mondo, negli spazi in cui gang e organizzazioni criminali proliferano nel fertile terreno rappresentato dai cluster urbani.

La mostra è arricchita da un’esposizione di opere di design con lo scopo di analizzare, attraverso la creatività provocatoria di oltre 20 artisti internazionali, oggetti, simboli, linguaggi e rituali delle gang. Il percorso espositivo Gangcity è parte dell’omonimo progetto di ricerca che fa da evento collaterale alla 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. L’iniziativa prevede, durante i sei mesi di attività, eventi culturali, workshop, concorsi e incontri per coinvolgere mondo accademico, comunità scientifica, artisti e cittadini sul tema del delle gang e studiare strategie di riqualificazione per le gangcity.

L’esposizione si sviluppa tra la tragica Palermo di Letizia Battaglia, la Roma borderline dei graffitari di Valerio Polici, la desolazione di Scampia di Salvatore Esposito, la Napoli degli storici fatti di camorra e le visioni dell’Albania di Francesco Cito, le gang dell’America latina di Donna De Cesare, la violenta East Los Angeles di Walter Leonardi.

“Sono racconti di luoghi e di fatti malavitosi che partecipano a un’unica vicenda: corruzione, violenza, fatica e dolore tra strade, quartieri e ambienti sfatti, a livello morale e materiale – spiega Anna Zemella, curatrice della mostra fotografica – Sono autori di cui riconosciamo, ciascuno in modi diversi e oltre la testimonianza e il racconto, la forza di uno sguardo che nasce da un profondo impegno di ricerca e dalla partecipazione nei confronti della vicenda umana. Autori che confermano con il loro lavoro come la fotografia possa essere uno strumento per costruire una società più giusta.”

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