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Mercoledì 16 marzo 2016 - 19:23

Nevicate e rialzo termico, in montagna aumenta pericolo valanghe

L'alternanza di temperature basse e sole aumenta il rischio
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Roma, 16 mar. (askanews) – Nevicate e rialzo termico, aumenta montagna il pericolo valanghe: la segnalazione arriva dal corpo forestale, che spiega come l’alternanza di temperature basse e giornate soleggiate, elevi il rischio.

La stagione, infatti, si presenta anomala, caratterizzata da abbondanti nevicate di marzo con aumento localizzato del pericolo valanghe. L’inverno in corso si ricorderà come una stagione molto secca per piogge e nevicate, seguita da una prima ondata di nevicate a metà febbraio e poi ai primi di marzo. Questo, con un vento molto forte e temperature che iniziano ad innalzarsi, causa una maggiore situazione di pericolo.

La forestale invita a “prestare molta attenzione” perché “le temperature basse con la copertura nuvolosa alternate a giornate con irraggiamento solare prolungato creano l’aumento del pericolo valanghe a tutte le esposizioni, specialmente nelle ore più calde della giornata” e “tutti i frequentatori della montagna devono prestare molta attenzione a questa variabilità climatica”.

Attualmente nevica sulle Alpi nord-occidentali: “È richiesta – sottolineano gli esperti della forestale – elevata capacità di valutazione del pericolo valanghe, si consiglia di non avventurarsi in territorio aperto o non controllato, mentre si può sciare in sicurezza nei comprensori sciistici”, quindi “da evitare i fuoripista e l’attività escursionistica al di fuori dei comprensori deve essere affrontata con molta attenzione, evitare uscite in caso di pericolo forte 4 mentre con pericolo marcato 3 è richiesta elevata capacità di valutazione del pericolo locale”. Inoltre, “è fondamentale equipaggiarsi con Artva, pala e sonda”. Quindi si consiglia di evitare pendii critici con inclinazione superiore ai 25 gradi, e “un pendio sicuro alle prime ore del mattino potrebbe non esserlo nelle ore successive per il rialzo termico e, in caso di copertura nuvolosa notturna, i pendii critici sono pericolosi anche nelle prime ore del mattino”.

Prima di organizzare le uscite – è l’altra raccomandazione – consultare il bollettino e seguire attentamente i cambiamenti meteorologici.

In particolare, secondo la mappa del rischio valanghe della forestale, in Val d’Aosta il pericolo oscilla da moderato 2 a marcato 3, in aumento per nuove nevicate. In Piemonte pericolo forte 4 per neve fresca e pioggia sul manto nevoso. In Lombardia sulle Alpi retiche, orobiche e prealpi lombarde pericolo marcato 3 per neve fresca, neve ventata e vento su neve fresca a debole coesione. In Alto Adige il pericolo è marcato 3 per neve ventata, neve nuova su vecchia con strato debole. In Trentino il pericolo oscilla tra moderato 2 e marcato 3, in aumento in caso di rialzo delle temperature. In Veneto marcato 3 su Dolomiti meridionali, con tendenza al moderato su tutta la regione.In Friuli pericolo moderato 2 stabile nei prossimi giorni.In Emilia Romagna pericolo marcato 3 su tutto l’Appennino per neve fresca e neve ventata. Tra Lazio e Abruzzo sull’Appennino settentrionale, Terminillo, Laga, Gran Sasso e Majella pericolo marcato 3 per neve ventata e neve fresca.I bollettini di previsione neve e valanghe e l’evoluzione meteorologica sono consultabile dal sito meteomont.org o dall’applicazione Meteomont.

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