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Martedì 23 febbraio 2016 - 16:20

Detenuto si uccide a Verona, quinto suicidio in cella del 2016

Denuncia del Sappe: i problemi restano al di là del calo presenze
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Roma, 23 feb. (askanews) – Un detenuto si è ucciso in cella a Verona: è il quinto suicidio in carcere dall’inizio dell’anno, dopo quelli di Genova Marassi, Bologna, Porto Azzurro e Bari.

La notizia arriva da Donato Capece, segretario generale del Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria che ha spiegato: “Il detenuto si è tolto la vita il 4 febbraio scorso, ma se n’è avuta conferma solamente oggi”. E “l’ennesimo suicidio di un altro detenuto in carcere dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari, al di là del calo delle presenze”, ha sottolineato Capece ricordando che negli ultimi 20 anni gli agenti della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 17mila tentati suicidi e sono intervenuti in 125mila casi di atti di autolesionismo. Ma “a Verona, come anche a Bari, Bologna, Porto Azzurro e Genova Marassi, il pur tempestivo intervento del poliziotto di servizio non ha potuto impedire il decesso del detenuto”.

Il detenuto suicida, ha riferito il Sappe, “era un uomo di origine marocchina di 46 anni, fine pena agosto 2018, in carcere per reati di droga, lasciato dalla moglie, che da tempo non faceva colloqui, che non aveva mai manifestato intenti suicidari. Era in cella da solo ed era un detenuto modello, sempre educato e rispettoso: non ha lasciato alcun messaggio per spiegare il suo insano gesto”.

Capece ha avvertito che “la situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata, celle aperte e vigilanza dinamica, soluzioni inutili e pericolose che chiediamo al ministro della Giustizia Andrea Orlando di sospendere”.

In un anno – ha ricordato il sindacato di polizia penitenziaria – la popolazione detenuta in Italia è calata di poche migliaia di unità: il 31 gennaio scorso erano presenti nelle celle delle carceri italiane 52.475 detenuti, che erano l’anno prima 53.889. E “la situazione nelle carceri italiane resta ad alta tensione”.

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