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Domenica 14 febbraio 2016 - 13:01

Scoperta a Caserta dalle Fiamme gialle una maxi evasione fiscale

Tre persone denunciate, ricostruito un giro d'affari di quasi 30 milioni di euro
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Roma, 14 feb. (askanews) – Emissione ed utilizzo di fatture peroperazioni inesistenti, nonché per occultamento e distruzione didocumentazione contabile. Per questi reati, a vario titolo, laGuardia di finanza di Caserta ha denunciato all’autoritàgiudiziaria i responsabili di una “frode carosello”, attuato datre società operanti su tutto il territorio nazionale nel settoredel commercio di computer e software.
I finanzieri – si spiega in una nota – nell’ambito di unaverifica fiscale eseguita nei confronti di una società di SantaMaria Capua Vetere, si sono imbattuti in “atipici” rapporticommerciali tra la ditta verificata ed altre aziende operanti nelmercato di prodotti elettronici. Approfondendo ogni singolaoperazione di compravendita ed incrociando i dati delle fatturecon le risultanze degli accertamenti bancari, le Fiamme Giallehanno smascherato il raggiro, realizzato grazie a decine difatture per operazioni inesistenti emesse dalla società”cartiera”, risultata priva di struttura economica organizzata inmodo da sottrarsi agli obblighi di natura fiscale e dalleeventuali responsabilità penali.
Le attività eseguite dalla Guardia difinanza – si aggiunge – hanno consentito di ricostruire un girod’affari milionario, attraverso il quale sono staticommercializzati circa 30 milioni di euro di prodotti, su cui èstata evasa l’imposta sul valore aggiunto per oltre 5 milioni dieuro. Le Fiamme gialle, oltre a proporre il recupero del tributoevaso, hanno denunciato 3 soggetti, responsabili a vario titolodei reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioniinesistenti, nonché per occultamento e distruzione didocumentazione contabile.
La frode è stata possibile grazie all’interposizione della societàverificata, cosiddette “missing traders” nell’acquisto diprodotti elettronici da svariati paesi della comunità europea,con la finalità di abbattere il prezzo della merce, non versandol’Iva dovuta. Infatti – si sottolinea – è stato accertato che lesocietà estere hanno ceduto beni per milioni di euro alla societàdi comodo italiana, la quale ha effettuato gli acquisti in regimedi non imponibilità, ovvero senza applicare l’Iva, effettuandosuccessivamente la cessione dei prodotti a numerose societàoperanti sull’intero territorio nazionale, applicando la predettaimposta senza versarla nelle casse dello Stato.
Tali cessioni di beni sono in realtà risultate fittizie – sichiarisce – poiché le merci sono state spedite dai soggettieconomici esteri direttamente ai reali acquirenti italiani.L’interposizione sleale della società “cartiera”, grazie al falsopassaggio della merce acquistata a prezzi vantaggiosi, haconsentito non solo di creare un danno all’erario per l’impostanon versata, ma ha inciso anche sull’intero circuito economico invirtù della distorsione dovuta dalla vendita dei prodotti “aldettaglio” ad un costo nettamente inferiore a quello di mercato.
Red-Nav-Plg

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