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Giovedì 26 novembre 2015 - 09:33

L’alpinista Nardi torna sugli 8000 del Nanga Parbat in Pakistan

La spedizione partirà il 24 dicembre
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Roma, 26 nov. (askanews) – Sarà un nuovo inverno al Nanga Parbat per Daniele Nardi. L’alpinista laziale partirà il 24 dicembre per la sua quarta spedizione invernale sull’ottomila pakistano. Suoi compagni di avventura saranno Alex Txikon, Ferran Latorre, Ali Sadpara e Janusz Golab: il team internazionale tenterà la salita dalla via Kinshofer, sul versante Diamir.

“Dei suoi 4 compagni di spedizione, Daniele Nardi conosce bene Alex Txikon, assieme a cui lo scorso settembre ha aperto una nuova via al Thalay Sagar, e Ali Sadpara. Con loro due l’anno scorso ha condiviso il suo tentativo più importante di salita al Nanga Parbat arrivando a 7830 metri di altitudine: una quota che quest’anno tenteranno di superare per raggiungere gli 8126 metri del punto più alto della montagna, l’unico 8000 insieme al K2 a non essere ancora mai stato salito nella stagione più fredda dell’anno. Con loro questa volta ci saranno anche lo spagnolo Ferran Latorre e il polacco Janusz Golab.

“Questa spedizione per me è un ritorno al senso più genuino e autentico dell’alpinismo – spiega Nardi -: scalare quella montagna per un sogno intimo con il quale la competizione non ha niente a che fare. Ho scelto di mettere in secondo piano la ricerca tecnica e l’eco mediatico, perché l’essenza dell’alpinismo è questa: vivere una grande avventura scalando una montagna, seguire una passione che nella vita ti spinge a perseverare e a lottare. Riecheggia spesso la definizione degli alpinisti di Lionel Terray come i ‘conquistatori dell’inutile’, ma per me non è così. Per me l’alpinismo diventa utile anche agli altri, alle giovani generazioni, quando acquista un valore simbolico e insegna che allenandosi e facendo sacrifici, le vette possono essere raggiunte, dove con vette si intendono i propri sogni e le proprie speranze. È il messaggio che cerco di dare ai ragazzi delle scuole in cui porto la mia esperienza ed è questo il senso del mio ritorno per il quarto anno. Voglio dire che, anche se naturalmente arrivare in cima al Nanga Parbat per la prima volta in inverno, va da sé, sarebbe un’impresa storica dal punto di vista alpinistico, ci sono anche altre motivazioni che mi spingono a partire. Per me il Nanga Parbat oltre che l’obiettivo alpinistico rappresenta quel messaggio, che in quanto Ambasciatore dei Diritti Umani, mi sta molto a cuore portare avanti”.

Nardi è ambasciatore dei Diritti Umani nel mondo e sostiene progetti di solidarietà in Nepal e in Pakistan. Come nelle precedenti spedizioni se arriverà sulla vetta del Nanga Parbat farà sventolare l’Alta Bandiera dei Diritti Umani firmata da oltre 20.000 studenti incontrati nelle scuole del Lazio.

Con l’Associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani Onlus, promuove infatti la campagna mondiale “Gioventù per i Diritti Umani”, che ha lo scopo di far conoscere ai giovani di tutto il mondo i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in modo che diventino validi sostenitori della tolleranza e della pace.

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