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Lunedì 9 novembre 2015 - 20:18

Papa a Firenze per Cei, incontra disabili e pranza con poveri

Prima a Prato per incontro lavoratori, attesa in comunità cinese
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Città del Vaticano, 9 nov. (askanews) – Papa Francesco va a Firenze, domani, per incontrare i vescovi italiani riuniti in assemblea. Si tratta del convegno decennale della Cei, e il discorso del Papa, da quando esiste questo appuntamento, ha segnato il decennio successivo. Ma Jorge Mario Bergoglio non ha rinunciato a includere nel programma del viaggio, come è sua consuetudine, anche altri appuntamenti significativi, dall’incontro con imprenditori e operai a Prato – nutrita la presenza dei cinesi – al pranzo con i poveri della mensa San Francesco Poverino all’incontro con disabili e malati alla messa nello stadio Franchi.

I convegni decennali della Cei hanno dato il tono di intere stagioni della Chiesa italiana. L’appuntamento fiorentino si inserisce nella tradizione cominciata a Roma nel 1976. In quell’occasione l’invito di Paolo VI, raccolto dalla Cei, era quello di avviare una riflessione su “Evangelizzazione e promozione umana”, applicando così l’eredità del Concilio vaticano II. Nel 1985 il Convegno di Loreto fu caratterizzato dalla svolta impressa da Giovanni Paolo II e interpretato nel Belpaese dal cardinale Camillo Ruini per invitare i cattolici a riprendere “un ruolo guida nella società italiana”, mentre quello del 1995, celebrato a Palermo, vide il definitivo lancio del “progetto culturale cristianamente orientato” di Ruini in un’Italia dove, declinata la Democrazia cristiana e Silvio Berlusconi in ascesa, i vescovi assumevano un ruolo da protagonisti incentrando il loro ruolo attorno ai “valori non negoziabili”. Nel 2006, a Verona, Benedetto XVI confermò questa linea, pur sottolineando che la Chiesa non può essere una “Chiesa dei no”, e quegli anni, dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita al family day, segnarono la forte presenza politica della Cei. Ora è Papa il primo pontefice latino-americano della storia che, pur avendo origini italiane e pur avendo assunto il nome del santo patrono d’Italia, Francesco, ha pungolato l’episcopato italiano modificandone le priorità (finite in secondo piano le questioni bioetiche, divenuti centrali i temi sociali), chiedendo riforme (dalla revisione del numero delle diocesi all’elezione del presidente) e introducendo, gradulamente, una nuova leva di cardinali e vescovi italiani, come rivelando le ultime due nomine dei “preti di strada” Corrado Lorefice, ora vescovo di Palermo, e Matteo Zuppi, ora vescovo di Bologna, e come conferma la consacrazione di un altro semplice parroco, Angelo De Donatis, come ausiliare di Roma, con una cerimonia presieduta dallo stesso Bergoglio oggi a San Giovanni in Laterano. La scelta di Firenze, per un normale criterio di avvicendamento geografico, colloca dunque il primo convegno ecclesiale italiano dell’era Bergoglio nella città del cardinale Elia Dalla Costa, del sindaco Giorgio La Pira e di don Lorenzo Milani.

I vescovi italiani, guidati dal cardinale presidente Angelo Bagnasco e dal monsignore segretario Nunzio Galantino, si apprestano dunque ad ascoltare le indicazioni che il Papa argentino darà agli “stati generali” della Chiesa che si riunisce attorno al tema (titolo scelto prima dell’elezione di Bergoglio) “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Il tema, ha spiegato l’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori in una ampia intervista all’Osservatore romano, “interroga la comunità ecclesiale” sia nella direzione di una “disincantata e coraggiosa presa di coscienza delle tante forme di disumanizzazione” sia nel “dare evidenza alle esperienze di umanità compiute già in atto nel mondo e da avviare come segni di speranza e prefigurazioni di un futuro redento”. Monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente del Comitato preparatorio, ha indicato, nella prolusione letta questo pomeriggio, “alcune aree di impegno prioritarie per la vita della nostra gente e del Paese”: la famiglia, i giovani, l’ecologia. Il segretario della Cei, in linea con il recente sinodo sulla famiglia in Vaticano, ha espresso l’auspicio, in un’intervista al Sir (Servizio informazione religiosa), che “sarebbe bello per la Chiesa italiana un sinodo nazionale”.(segue)

Papa Francesco partirà in elicottero domani mattina dal Vaticano alle sette per atterrare, alle 7.50, nel campo sportivo comunale di Prato. Il Pontefice argentino sarà accolto in piazza del Duomo dal Vescovo Agostinelli e dal sindaco Matteo Biffoni (Pd), venererà in cattedrale il Sacro Cingolo mariano – la reliquia simbolo religioso e civile di Prato – e poi, alle 8.15, in piazza della Cattedrale, a Prato, l’incontro con il mondo del lavoro. “Vorrei chiedere innanzitutto al Papa di pregare per la Cina e per i cristiani cinesi”, ha commentato il francescano che, a Prato, guida una parrocchia, insieme a due confratelli italiani, per la comunità cinese. “La comunità cinese è in fibrillazione perché vorrebbero non solo poter vedere e ascoltare il Papa ma anche parlargli, dirgli qualcosa”, ha raccontato fra Roberto Bellato. La ripartenza da Prato è prevista per le nove con atterraggio dell’elicottero alle 9,15 allo stadio fiorentino di atletica Luigi Ridolfi al Campo di Marte. In auto il trasferimento in piazza del duomo, dove il Papa attraverserà il battistero per entrare poi in cattedrale. Qui, alle 10, terrà l’atteso discorso ai partecipanti al V Convegno ecclesiale nazionale della Chiesa italiana (9-13 novembre).

Non assiterà alla messa il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Alcuni giornali hanno speculato sul fatto che, in linea con la sua allergia alle photo opportunity dei politici, come dimostrato ampiamente dal caso dell’allora sindaco di Roma Ignazio Marino a Philadelphia, il Papa abbia rifiutato di vedere il premier nella città di cui è stato sindaco. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha però precisato nei giorni scorsi che “si tratta di informazioni del tutto infondate” e “in realtà il Presidente del Consiglio aveva informato di non potersi trovare a Firenze martedì prossimo e quindi la mancanza di un incontro non va in alcun modo attribuita a un atteggiamento negativo da parte del Papa. La famiglia del Presidente del Consiglio – conclude la nota – parteciperà alla Santa Messa”. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha definito la visita del Papa ai microfoni di radio vaticana un “evento storico”: “La sua presenza non ha un valore solo religioso ma anche etico e civile”.

Papa Francesco lascerà la cattedrale alle 11,30 per recarsi alla vicina basilica della SS. Annunziata, dove a mezzogiorno incontrerà i disabili dell’Opera Diocesana Assistenza. Poi alle 13, sempre in piazza SS. Annunziata, il pranzo con i poveri alla mensa di San Francesco Poverino, gestita dalla Caritas diocesana. Al termine del pranzo è previsto un breve momento di riposo in arcivescovado. Poi, alle 15,30, la messa allo stadio comunale Artemio Franchi. La giornata, che sarà seguito con in diretta dal sito dell’Avvenire da RadioInblu e da Tv2000, si concluderà quando Papa Francesco ripartirà in elicottero dal vicino stadio Ridolfi alle 17 per atterrare in Vaticano alle 18.

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