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Giovedì 5 novembre 2015 - 16:24

No Tav “pm” a Tribunale dei popoli: opera viola diritti comunità

Aperta questa mattina la sessione finale, domenica la sentenza

Torino, 5 nov. (askanews) – Questa volta a sostenere l’accusa ci sono loro, i No Tav. La costruzione della Tav sta violando i diritti fondamentali all’informazione e alla partecipazione delle popolazioni interessate, ha sostenuto Livio Pepino, magistrato, presidente del Controsservatorio Valsusa che nell’aprile 2014 ha presentato l’esposto assieme alla Comunità montana Valsusa e ad altri amministratori della Valle, aprendo questa mattina a Torino i lavori della sessione pubblica finale del Tribunale permanente dei popoli (Ttp) che per la prima volta si riunisce in Italia. Pepino ha parlato di “sistematica estromissione delle popolazioni interessate dalle decisioni e dal loro iter”, di “condizionamnto e sviamento delle valutazioni delle comunità interessate” attraverso “la diffusione di dati inveritieri” e previsioni prive di basi scientifiche, di “permanente impermeabilità” a richieste, appelli, sollecitazioni ed esposti provenienti dalle relatà locali e la “parallela gestione della protesta e dell’opposizione come problemi di ordine pubblico demandati al controllo militare del territorio e all’intervento massiccio degli apparati repressivi”.

Il Ttp dovrà giudicare le eventuali violazioni di diritti nella procedura attuata dalla Tav, ma nei tre giorni di dibattitto che precederanno la sentenza, la cui lettura è prevista alle 16 di domenica prossima ad Almese, verrà esaminata anche la situazione di altre grandi opere, italiane, come Mose, il terminale di Muos di Niscemi, il passante e la stazione di Firenze, l’autostrada Orte-Mestre, le trivellazioni nell’Adriatico e il ponte di Messina, e straniere, come la linea ferroviaria ad alta velocità nei paesi Baschi e la Hs2 nel Regno Unito. Sette i giudici del collegio, di cui due italiani, composto da magistrati , economisti e professori universitari. Mentre italiani sono anche il presidente del tribunale Franco Ippolito, presidente di sezione e segretario generale della Cassazione e il segretario generale Gianni Tognoni. “Abbiamo giudici indipendenti che arrivano da ogni parte eel mondo – spiega Pepino .- sensibili ovviamente ai temi fei diritti fondamentali”.

Le sentenze del tribunale dei popoli non hanno valore giuridico, ma hanno un forte valore simbolico e questa mattina erano presenti numerosi esponenti del movimento no Tav, a cominciare da uno dei leader della protesta in Valsusa, Alberto Perino. “Non si tratta di sentenze esecutive – spiega Pepino – ma nella storia del Tribunale, molti giudizi hanno contribuito ad aprire gli occhi all’opinione pubblica e ad aiutare la politica a prendere le decisioni”. E a chi obietta che ormai è tardi per fermare la Torino-Lione Pepino replica: “Non è tardi, l’opera non c’è ancora”. L’atto d’accusa – la vera e propria requisitoria sarà pronunciata dallo stesso Pepino sabato mattian – riguarda tra gli altri la ex Ltf ora Telt, responsabile dei lavori sulla tratta internazionale, il Governo Italiano, e in particolare i Commissari straordinari  per l’opera, prima Mario Virano e poi Paolo Foietta, il coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo Laurens Jan Brinkhorst. Tutti sono stati invitati dal Tribunale Permanente dei Popoli a difendersi dalle accuse intervenendo di persona, o facendosi rappresentare, o inviando materiali documentali. Ma, a quanto risulta, nessuno di loro si farà vivo nell’aula di tribunale allestita nella Fabbrica delle E, l’ex capannone industriale sede del gruppo Abele. “L’avvio di questo procedimento non era scontato – dice ancora Pepino – e questo per noi è già un successo perchè rompe la cappa di silenzio che copre in modo stabile le ragioni dell’opposizione alle grandi opere inutili”.

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