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Lunedì 2 novembre 2015 - 13:31

Il Neuromed corregge l’Oms: la carne rossa non fa venire il cancro

La dieta mediterranea al centro del progetto "Moli-sani"
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Roma, 2 nov. (askanews) – “Credo che l’Organizzazione mondialedella sanità (Oms) abbia fatto degli errori di comunicazione,perché cancerogeno vuol dire che genera il cancro. Il virusdell’Aids fa venire l’Aids, ma la carne non fa venire il tumore”. Lo ha detto il professor Giovanni de Gaetano, direttore del dipartimento di epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed, che partecipa al convegno dedicato alla “Dieta mediterranea. Dai prodotto molisani al progetto Moli-Sani”. Un focus approfonditosulla dieta mediterranea organizzato a Campobasso nell’ambitodelle iniziative “Expo e territori”, grazie alla collaborazionetra Regione Molise, Sviluppo Italia Molise, Neuromed el’Università degli studi del Molise.
La carne “aumenta il rischio che, con altre situazioni, si possaverificare un fatto tumorale. Ma dare l’idea che A causa B – haproeeguito de Gaetano – è una falsa informazione. Il datoscientifico c’è, lo sappiamo anche noi e lo sappiamo dagli studisulla dieta mediterranea, e cioè che chi consuma carnefrequentemente ha un rischio maggiore di malattie cardiovascolario di tumori, ma questo non vuol dire che la carne provocal’infarto o il cancro”.
Il professor Giovanni Scapagnini, neuro-scienziato sociofondatore della Sinut e uno dei direttori dell’InternationalCouncil of Genetics, Nutrition and Fitness for Health’, unnetwork internazionale, con sede centrale a Washington DC, hafatto notare che sulla carne rossa e la carne lavorata “l’Oms fariferimento a delle statistiche, ha lanciato un messaggiosicuramente pesante, ma noi non dobbiamo dimenticare che ci sonovariabili che non trapelano da questo messaggio. E’ importantericordare tre variabili: che carne stiamo mangiando e quindi comeè stata trattata; come viene cucinata; con che cosa mangio lacarne. Nel contesto della dieta mediterranea la carne mangiatacon un grande quantitativo di fibre è una carne assolutamente’safe’, dal mio punto di vista, soprattutto se si tratta di carneproveniente da allevamenti controllati”.
“Moli-sani” è un progettoepidemiologico sui fattori di rischio e prevenzione dellemalattie cardiovascolari e dei tumori, che ha completato nel 2010la prima fase di reclutamento con avviata con un finanziamento di3 milioni di euro. Fase di grande successo se si pensaall’elevato numero di adesioni ovvero circa 25.000 persone e cheha permesso di raccogliere circa un milione di campioni biologiciin una biobanca dedicata al progetto.
Un dato emerso dal check up continuo realizzato negliultimi dieci anni è che nonostante la dieta mediterranea incidapositivamente sulla salute non si si registra una elevataadesione alla dieta mediterranea, nonostante le aspettative deiricercatori, soprattutto nelle fasce di età più giovani. Quindila cultura della dieta mediterranea come stile di vita non èancora adeguatamente diffusa. Facendo un raffronto tra icittadini seguiti prima e dopo l’inizio della crisi economica ciòche emerge è che cala anche il grado di adesione a uno stile divita caratterizzato della regole della dieta mediterranea in basealle condzioni socio-economiche.
Il progetto ha coinvolto in cinque anni 24.325 residenti inMolise, uomini e donne, di età superiore ai 35 anni e stacontribuendo a fare del Molise un laboratorio virtuale per laprevenzione dei tumori e delle malattie cardiovascolari. Gliobiettivi dello studio riguardano: il rapporto tra i fattorigenetici e quelli ambientali nel determinare il rischio dipatologie cardiovascolari, tumorali e neurodegenerative.
Red-Vis-Plg

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