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Domenica 11 ottobre 2015 - 16:49

Il 2015 Annus Horribilis per le morti sul lavoro: già 752 da inizio anno

Ben 100 in più rispetto allo stesso periodo del 2014
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Roma, 11 ott. (askanews) – Manifestazioni oggi in tutta Italia per celebrare la 65esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. Anche se i dati Inail per i primi otto mesi del 2015 indicano che c’è ben poco da celebrare. Sono infatti ben 752 i lavoratori che hanno perso la vita dall’inizio dell’anno, ben 100 in più rispetto agli stessi mesi del 2014. Anche l’indice di mortalità è tornato a crescere, attestandosi di nuovo a ridosso dei 3,5 decessi ogni 100.000 occupati, nettamente al di sopra della media europea.
“Siamo dunque di fronte a un’inversione di tendenzarispetto all’ultimo decennio che non può che preoccupare” ha commentato l’ingegner Sandro Simoncini, docente a contratto diUrbanistica e Legislazione Ambientale presso l’universitàSapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA, aziendaspecializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro. “Il 2015 si sta profilando come un Annus Horribilis”.
Anche la Cgil ha sottolineato come “gli infortuni e le morti sul lavoro continuino a rappresentare un’emergenza per il nostro Paese”. “La prevenzione degli incidenti sul lavoro – ha aggiunto la Cgil- deve diventare una priorità per il Paese e un impegnocentrale per tutte le imprese”. E per il sindacato di corsod’Italia, “devono altresì essere messe in campo tutte le misurenecessarie per assicurare livelli sempre più alti di sicurezza edi tutela nei luoghi di lavoro”.
Il sottosegretario Cosimo Maria Ferri, a sua volta, ha dichiarato: “Nonostante il trend decrescente degliinfortuni sul lavoro, che ha fatto registrare 15mila casi in meno rispetto allo stesso periodo del 2014, c’è da sottolineare che nello stesso periodo si è registrato un aumento dei casi di morte pari all’8,4%, nonchè un incremento del 10,7% delle malattie professionali e delle morti a causa delle stesse malattie professionali. Questi dati rendono evidente che non possiamo abbassare la guardia. Al contrario occorre insistere,intervenendo con risposte sempre più rapide ed articolate, sulversante della prevenzione. E’ un impegno che deve coinvolgeretutti, a iniziare da chi governa le istituzioni del Paese”.
Int9

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