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Giovedì 8 ottobre 2015 - 13:17

Ventenne accoltellata a Catania: uccisa al culmine di un raptus

L'assassino è l'ex fuggito a Milano che ha confessato l'omicidio
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Palermo, 8 ott. (askanews) – Sarebbe stato un vero e proprioraptus a scatenare la furia omicida di Antonio Priolo, il 25ennearrestato ieri sera a Milano, con l’accusa di essere l’omicidadella sua ex ragazza, Giordana Di Stefano, giovane mamma di 20anni, trovata morta ieri mattina a Nicolosi, in provincia diCatania.
Il ragazzo, verso il quale la vittima aveva presentato denunciadi stalking nel 2013, è stato intercettato ieri i sera daicarabinieri di Milano mentre alla stazione Centrale stava persalire su un treno che lo avrebbe portato in Svizzera. Ilcadavere della 20enne era stato ritrovato la mattina di ieri, 7ottobre, a bordo della sua auto, un’Audi A2 grigia. Sul corpodella giovane numerosi segni d’arma da taglio. Ferite inferte conviolenza, alla gola, al torace e all’addome, che non le hannolasciato scampo.
Le indagini avviate dai carabinieri di Paternò hanno consentitodi verificare come la ragazza avesse presentato nel 2013 unadenuncia per stalking nei confronti del suo ex convivente, e cheaveva portato alla sua prima udienza proprio ieri.
Gli investigatori hanno cominciato così ad interrogare una seriedi testimoni o persone che potessero riferire notizie utili sullavita della ragazza, e su come potesse avere trascorso la serataprecedente.
La giovane aveva visto, la sera precedente, proprio Priolo conil quale aveva avuto una discussione, connessa alla denuncia distalking, ed all’udienza che ci sarebbe stata la mattina stessa,durante la quale l’uomo aveva avuto un vero e proprio raptus chelo aveva portato a colpire la donna al petto più volte con uncoltello.
I militari si sono messi immediatamente sulle sue tracce, dandovita ad una caccia all’uomo che ha riguardato sia la Sicilia cheil resto del Paese. L’omicida, infatti, nella sua fuga halasciato l’auto alla stazione ferroviaria di Messina, segno cheaveva proseguito risalendo lo Stivale. L’analisi delle utenzetelefoniche e delle celle di aggancio hanno permesso dicomprendere come Priolo stesse scappando verso Nord e cheprobabilmente aveva intenzione di prendere un treno per laSvizzera.
Una volta bloccato, Priolo ha ammesso la propria identità e dopoessere stato accompagnato al Comando Provinciale di Milano hareso piena confessione.
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