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Mercoledì 16 settembre 2015 - 10:53

Papa: la donna tentatrice della Bibbia? Un luogo comune offensivo

Il pontefice: "C'è spazio per una teologia della donna"
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Città del Vaticano, 16 set. (askanews) – “Esistono molti luoghi comuni, a volte persino offensivi, sulla donna tentatrice che ispira al male”. Così Papa Francesco in un passaggio della catechesi all’udienza generale in piazza San Pietro.
“Il mondo creato è affidato all’uomo e alla donna: quello che accade tra loro dà l’impronta a tutto”, ha detto il Papa concludendo un ciclo di catechesi sulla famiglia. “Il loro rifiuto della benedizione di Dio approda fatalmente ad un delirio di onnipotenza che rovina ogni cosa. E’ ciò che chiamiamo ‘peccato originale’. E tutti veniamo al mondo nell’eredità di questa malattia. Nonostante ciò, non siamo maledetti, né abbandonati a noi stessi. L’antico racconto del primo amore di Dio per l’uomo e la donna, aveva già pagine scritte col fuoco, a questo riguardo! ‘Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe’. Sono le parole che Dio rivolge al serpente ingannatore, incantatore. Mediante queste parole Dio segna la donna con una barriera protettiva contro il male, alla quale essa può ricorrere – se vuole – per ogni generazione. Vuol dire che la donna porta una segreta e speciale benedizione, per la difesa della sua creatura dal Maligno! Come la Donna dell’Apocalisse, che corre a nascondere il figlio dal Drago. E Dio la protegge. Pensate quale profondità si apre qui! Esistono molti luoghi comuni, a volte persino offensivi, sulla donna tentatrice che ispira al male. Invece – ha detto il Papa – c’è spazio per una teologia della donna che sia all’altezza di questa benedizione di Dio per lei e per la generazione!”.
“La misericordiosa protezione di Dio nei confronti dell’uomo e della donna, in ogni caso, non viene mai meno per entrambi”, ha detto ancora il Papa. “Non dimentichiamo questo! Il linguaggio simbolico della Bibbia ci dice che prima di allontanarli dal giardino dell’Eden, Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelle e li vestì. Questo gesto di tenerezza significa che anche nelle dolorose conseguenze del nostro peccato, Dio non vuole che rimaniamo nudi e abbandonati al nostro destino di peccatori.Questa tenerezza divina, questa cura per noi, la vediamo incarnata in Gesù di Nazaret, figlio di Dio ‘nato da donna’. E sempre san Paolo dice ancora: ‘mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi’. Dio – ha aggiunto Francesco a braccio – ci ama come siamo e vuol portarci avanti con questo progetto e la donna è quella più forte che porta avanti questo progetto”.
Ska
MAZ

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