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Lunedì 18 maggio 2015 - 17:54

Ruby, con borsa Chanel al braccio, dice ai Pm: sono disoccupata

Per i magistrati avrebbe ricevuto da Berlusconi almeno 5 milioni
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Milano, 18 mag. (askanews) – Si è presentata in Procura questa mattina con una borsa di lusso, marca Chanel. Quando poi però i magistrati le hanno chiesto che attività professionale svolga in questo momento, ha risposto senza titubanza: “Disoccupata”. Stando a quanto si apprende in ambienti giudiziari milanesi, è questo uno dei particolari emersi dall’interrogatorio di Ruby, il personaggio chiave dei festini organizzati da Silvio Berlusconi ad Arcore e ora al centro dell’inchiesta ribattezzata “Ruby ter”.
La giovane marocchina è solo una delle 45 le persone finite sotto indagine a Milano. Nel fascicolo aperto dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio ci sono i nomi di Silvio Berlusconi, dei suoi due avvocati “storici” Niccolò Ghedini e Piero Longo, di alcuni suoi fedelissimi e di una ventina di “olgettine”. Tutte ragazze che avevano partecipato ai festini “a luci rosse” di Arcore e che, stando all’accusa, sarebbero state corrotte da Berlusconi per dichiarare il falso sotto giuramento o comunque a essere reticenti nei processi Ruby e Ruby bis.
Ruby merita in capitolo a parte rispetto a tutte le altre “olgettine”, se non altro per aver beneficato di un trattamento economico privilegiato. I magistrati milanesi sono sicuri che abbia ricevuto da Berlusconi una somma pari ad “almeno” a 5 milioni. Stamattina la giovane marocchina, assistita Paola Boccardi, ha preferito non rispondere alle domande dei pm e si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Ma in quest’ultimo anno e mezzo di indagini (l’inchiesta Ruby ter è stata aperta ufficialmente nel gennaio 2014), i magistrati hanno scoperto tutta una serie di spese “sospette” perché troppo elevate per una giovane senza fissa occupazione come appunto Ruby: una festa da 7 mila euro per il compleanno della figlia Sofia, una vacanza da 9 giorni alla Maldive costata più di 60 mila euro, una moto da oltre 10 mila euro regalata al neo fidanzato Leo, borse griffate Louis Vuitton regalate alle amiche più care, abiti di alta sartoria firmati da Gianni Campagna. Tutti acquisti che Ruby – questa la convinzione dei magistrati milanesi – avrebbe effettuato con soldi ricevuti da Berlusconi.
Tra le altre “spese sospette” al vaglio degli inquirenti non può non essere menzionato il “Restaurante Casa Sofia” aperto da Luca Risso (ex compagno di Ruby e padre di Sofia, la figlia avuta dalla coppia tre anni fa) in Messico e precisamente a Playa del Carmen, prestigiosa località turistica della costa caraibica dello Yucatan. Si tratta di un ristorante con annesso pastificio e due palazzine dotate di mini appartamenti da affittare: un’attività commerciale che – sempre secondo l’accusa – sarebbe stata avviata dall’ex fidanzato di Ruby con parte dei 5 milioni pagati da Berlusconi alla giovane marocchina.
Fcz

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