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Lunedì 20 aprile 2015 - 11:11

Strage migranti, Salvini a Renzi: “Io sciacallo? Governo non fa nulla”

Il premier: "Apprezzo Berlusconi, ha detto cose più sagge"
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Roma, 20 apr. (askanews) – “Sono passati due anni dalla strage di Lampedusa, cosa è cambiato? Nulla. Ma il Parlamento ha approvato il 3 ottobre giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione. Io dico che bisogna intervenire là, lo dico da due anni. E poi io sono lo sciacallo… Chi stimola le partenze di questa gente, poi va a contare i cadaveri in fondo al mare”. Su Canale 5, il leader della Lega Matteo Salvini torna all’attacco del governo dopo il naufragio del barcone di migranti nel canale di Sicilia e rilancia la proposta di “bloccare le partenze” dai paesi d’origine: “Serve tanto a capire che stiamo pagando scafisti che mandano come macellai questa gente a morire?”.
Insiste Salvini a ‘Mattino 5’: “Bisogna distinguere i profughi veri dagli immigrati clandestini. Risparmiamo migliaia di morti e risparmiamo di mantenere in albergo migliaia di clandestini.Invece finora cosa ha fatto Renzi? Una beata fava di niente, e noi stiamo contando i morti. Il problema è che è un business.Stiamo finanziando scafisti o nella peggiore delle ipotesi i terroristi. Con Mare nostrum e Triton l’Europa e l’Italia stanno armando, stanno comprando i fucili dei terroristi e stanno arricchendo gli scafisti”.”Vi muovete prima del prossimo anno e mezzo per evitare altre morti?”, manda a dire al governo il leader della Lega.
Non si placa, quindi, lo scontro col premier. “E’ vero che qualcuno ha fatto lo sciacallo ma ho molto apprezzato le posizioni sagge anche dell’opposizione: Berlusconi ha detto cose molto più sagge di Salvini, è giusto dirlo” aveva detto infatti Matteo Renzi parlando a Rtl 102.5
Ieri il leader di Fi aveva detto: “Di fronte a quest’ultima tragedia basta con le accuse e le contrapposizioni. Occorre costituire immediatamente un tavolo tra tutti i protagonisti dei governi passati e presenti dove ciascuno possa mettere a disposizione le proprie esperienze”.
Secondo Renzi, “intervenire con forze internazionali in terra ferma è un rischio assolutamente eccessivo. In questi casi si parla di ‘peace keeping’ ma lì la pace non c’è: la Libia potrà vedere una stagione di pace solo se le tribù si meteranno d’accordo. Grazie all’Italia c’è un inviato speciale dell’Onu, Bernardino Leon.
Non è una cosa semplice, per il momento i risultati non sono positivi né definitivi ma ci sono anche canali sotterranei di dialogo che stiamo incoraggiando. O si mettono d’accordo le tribù o non ce n’è per nessuno: è un concetto occidentale pensare di bombardare e esportare la democrazia. Se non accade si pone il grande problema della gestione di quella terra ma non possiamo mandare decine di migliaia di uomini senza strategia solo perché sull’onda dell’emozione invii truppe di terra. In passato ci sono stati tanti danni. Siamo calmi, la giochiamo palla a terra, stiamo parlando di una cosa in cui non possono esserci errori né passi falsi”.
“Quindi – ha concluso Renzi – escludo la possibilità della presenza di uomini a terra in questo momento, altro è una serie di interventi mirati sui nuovi schiavisti che vanno assicurati alla giustizia. L’Italia ne ha arrestati 976 ma possibile li arrestiamo solo noi? Spero che presto diventino 977: vorrei fosse individuato lo scafista che ha portato al disastro dell’altra sera. La magistratura sta indagando per capire se è tra i sopravvissuti. Serve una azione condivisa e mirata dell’Ue e ci sono le condizioni per farla”.
Arc/Int

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