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Venerdì 20 marzo 2015 - 16:26

In Italia 385 litri acqua per abitante al giorno, disperso 37,4%

Istat: non tutta l'acqua immessa in rete arriva ad utenti finali
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Roma, 20 mar. (askanews) – Nel 2012 in Italia sono stati immessi nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile 22,9 milioni di metri cubi di acqua al giorno, per un totale annuo complessivo di 8,4 miliardi di metri cubi, 385 litri per abitante al giorno. Il volume complessivo è aumentato del 2,6% rispetto al 2008. Non tutta l’acqua che viene immessa in rete arriva agli utenti finali. Sebbene l’efficienza dell’infrastruttura della rete idrica costituisca un’esigenza diffusa e ormai improrogabile, le dispersioni continuano a essere persistenti e gravose: nel 2012, infatti, le dispersioni di rete – calcolate come differenza percentuale tra i volumi immessi ed erogati – ammontano al 37,4%, in aumento rispetto al 2008 quando erano del 32,1%. Lo dice l’Istat nel rapporto sulla Giornata mondiale dell’acqua diffuso oggi.

Lo scarto tra i volumi di acqua immessi e quelli effettivamente consumati, spiega l’Istat, è dovuto in parte a dispersioni considerate fisiologiche e legate all’estensione della rete, al numero degli allacci, alla loro densità e alla pressione d’esercizio. Le dispersioni derivano inoltre da criticità di vario ordine: rotture nelle condotte, vetustà degli impianti, consumi non autorizzati, errori di misura. Tale situazione permane nonostante negli ultimi anni diversi gestori del servizio idrico si siano impegnati a garantire un elevato livello di qualità nella misurazione dei consumi e un più assiduo monitoraggio del parco contatori, la cui obsolescenza può provocare la non corretta contabilizzazione dei volumi erogati.

In questo senso la maggiore diffusione dei contatori, soprattutto per quanto riguarda la misurazione dell’acqua erogata all’utente finale, ha evidenziato in maniera oggettiva situazioni di forte criticità lungo la rete di distribuzione, precedentemente non individuate. Inoltre le attività di manutenzione degli impianti, a causa di una diffusa riduzione degli investimenti nel settore idrico, sono diminuite negli ultimi anni, con inevitabili conseguenze sui volumi dispersi.

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