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Martedì 17 marzo 2015 - 12:17

Eterologa, a Firenze in 6 mesi 1 donatore e nessuna donatrice

Coccia: serve un premio di solidarietà per la donna che dona
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Firenze, 17 mar. (askanews) – Fecondazione eterologa, mancano i donatori maschili e le donatrici femminili. Da settembre a marzo soltanto 12 uomini si sono fatti avanti al Careggi di Firenze, ed appena uno di loro ha superato tutti i test di selezione. E finora neanche una donna. Per diventare donatore maschile, ha spiegato all’agenzia Askanews Mario Maggi, presidente di Andrological Sciences Onlus, “serve un percorso selettivo che comporta che soltanto una percentuale minima alla fine viene selezionata per diventare effettivamente un donatore. Ad oggi, solo il 10% delle persone che si presentano viene selezionato. Da quando abbiamo aperto il servizio al centro di crioconservazione di liquido seminale operante a Careggi -ha precisato Maggi- abbiamo avuto 12 soggetti che si sono presentati a Careggi, di questi solo 1 fin qui ha terminato positivamente il percorso”.

Più complicata ancora la questione delle donazioni da parte di donna. Per Elisabetta Coccia, che dirige il centro di procreazione medicalmente assistita del policlinico Careggi di Firenze, “è necessario individuare, a livello istituzionale, una premio di solidarietà per la donna che dona. E’ un percorso invasivo. Per una donna, il percorso comporta in media due settimane, oltre alla fase diagnostica. Deve presentarsi sei, sette volte, per colloqui, ecografie, dosaggi ormonali, esami genetici, esami infettivologici, e così via. Dopodiché è indispensabile un trattamento farmacologico con punture quotidiane per circa 12 giorni, e venire personalmente a fare i controlli ecografici fino a che gli ovuli si sono sviluppati al punto da poter sottoporsi all’intervento chirurgico, per il prelievo degli organi. E’ un impegno forte, e composto -ha concluso Coccia- di una parte invasiva”.

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