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Giovedì 12 marzo 2015 - 19:10

Alfano a Ue: sbarcare in Tunisia migranti salvati in mare

Coinvolgere paesi terzi in sorveglianza marittima, con garanzie Onu
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Bruxelles, 12 mar. (askanews) – Il ministro dell’Interno,Angelino Alfano, ha presentato oggi a Bruxelles ai colleghidell’Ue un “non paper”, che propone di “coinvolgere direttamentei paesi terzi affidabili nella sorveglianza marittima e nelleattività di ricerca e salvataggio”, con “meccanismi dicooperazione operativa ad hoc”, in particolare al largo dellaLibia, l’area più interessate dal fenomeno delle migrazioniclandestine dal Nordafrica. Si tratta di una propostaconfidenziale, due pagine in 14 punti in tutto, di cui askanewsha preso visione.

Questa cooperazione, che in primo tempo mira soprattutto allaTunisia (ma potrebbe riguardare anche l’Egitto), “dovrebbe essereadeguatamente sostenuta dall’Ue, attraverso finanziamenti efornitura di assistenza tecnica”, con l’obiettivo, evidentemente,di costituire a termine una efficiente guardia costiera.

L’aspetto più interessante della proposta, comunque, sta nelfatto che le eventuali navi tunisine che raccogliessero imigranti clandestini, li sbarcherebbero in Tunisia, nel rispettodel principio del luogo sicuro più vicino, previsto dalla Leggedel Mare. A terra, i rappresentanti degli Stati membri dell’Ue edelle due agenzie Onu dei rifugiati (Unhcr) e dei dei migranti(Iom) assisterebbero le autorità tunisine fornendo la loro”expertise” nel campo della “gestione dei flussi migratori,delle procedure internazionali di protezione, dell’assistenzaalle persone vulnerabili e del ritorno dei migranti irregolari ailoro paesi d’origine”.

Naturalmente, dovrebbero esserci anche garanzie che i migranti,di qualunque nazionalità, non subiscano maltrattamenti opersecuzioni in Tunisia, e che sia rispettato il principio di”non respingimento” previsto dalle norme Ue e internazionali,ossia il divieto di deportare i migranti nei paesi di transito odi origine che non rispettino i diritti umani e dove sarebbe arischio la loro vita e la loro integrità fisica. Tutta laquestione è, in realtà, assai delicata, perché potrebbe esserevista, in particolare dalle Ong umanitarie e dal Parlamentoeuropeo, come un tentativo di “aggirare” proprio il principio dinon respingimento.

Secondo il “non paper” di Alfano, che è stato discusso in unariunione ristretta con i ministri dell’Interno di Francia,Germania, Spagna, e con il commissario Ue all’ImmigrazioneDimitris Avramopoulos, “questo nuovo possibile modello” dicooperazione con i paesi terzi “produrrebbe anche un effettodeterrente, così che sempre meno migranti sarebbero pronti amettere a rischio la loro vita per raggiungere le coste europee”,e potrebbe portare a “una riduzione della portata del fenomenonel medio-lungo termine”.

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