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Lunedì 9 febbraio 2015 - 16:05

Nel 2014 66 terremoti al giorno, Appennino centrale più colpito

Ingv: +3mila eventi sul 2013, solo 3% risentito dalla popolazione
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Roma, 9 feb. (askanews) – Sono 24.312 i terremoti localizzati nel 2014 in Italia dalla Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), circa 3.000 eventi in più rispetto al 2013, in media 66 terremoti al giorno, quasi uno ogni 20 minuti. Sono solo alcuni dei dati pubblicati sul blog INGVterremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nello speciale “Italia Sismica, i terremoti del 2014”.

“Dall’indagine sulla sismicità 2014 – afferma Franco Mele, sismologo del Centro nazionale terremoti dell’Ingv (Cnt-Ingv) – emerge che i terremoti di magnitudo 1.5 o superiore sono stati meno di un terzo del totale, ben 7.169. Mentre eventi da magnitudo 2.5 in su (quelli per i quali l’Istituto effettua una comunicazione al Dipartimento della protezione civile – Dpc), sono stati in tutto 731, (3% del totale) con una media di due comunicazioni al giorno”.

Nonostante il numero di terremoti nel 2014 sia stato maggiore degli anni precedenti, non sono stati comunque registrati eventi di magnitudo superiore o uguale a 5.0. Due invece quelli di magnitudo più alta, Mw 4.7, entrambi rilevati ad aprile a distanza di tre giorni, localizzati rispettivamente nel Mar Ionio a largo della Costa Calabra orientale (5 aprile) e nelle Alpi Cozie (7 aprile).

La fascia appenninica centrale, che si estende verso nord a partire dalla città dell’Aquila, lambisce la provincia di Rieti e prosegue negli Appennini umbro-marchigiani fino a Città di Castello (PG) e Sansepolcro (AR), è stata l’area con il maggior tasso di sismicità di tutto il territorio nazionale (come numero di eventi).

“In questo settore appenninico la sismicità ha avuto un’attività quasi continua concentrata nella sequenza sismica di Gubbio (PG), che ha avuto periodi di grande attività soprattutto nei primi mesi dell’anno. In totale sono stati oltre 12.000 i terremoti registrati in quest’area, la metà di tutti gli eventi registrati dalla Rsn, sebbene la grandissima parte di questi abbia avuto una magnitudo molto bassa”, commenta Maurizio Pignone, geologo del Cnt-Ingv.

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