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Martedì 3 febbraio 2015 - 16:04

In Piemonte più chiusure che nuove aperture tra le imprese

Unioncamere: saldo negativo per 1.989 unità nel 2014

Torino, 3 feb. (askanews) – Il numero delle imprese che hanno chiuso in Piemonte supera quello delle aperture nel 2014. Ne dà notizia Unioncamere Piemonte.

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio, nel 2014 sono nate 26.386 aziende in Piemonte, a fronte delle 28.630 nuove iscrizioni registrate nel corso del 2013. Al netto delle 28.375 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio, in diminuzione rispetto alle 31.119 del 2013), il saldo è negativo, per il terzo anno consecutivo, per 1.989 unità, dato che porta a 447.035 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2014.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del -0,44%, in lieve miglioramento rispetto al -0,54% del 2013. Il dato piemontese risulta in controtendenza rispetto a quello registrato a livello complessivo nazionale (+0,51%). Il settore che ha registrato la performance migliore l’anno scorso è stato il turismo (+1,79%).Risulta sostanzialmente stabile lo stock di imprese del commercio (-0,06%), mentre registrano tassi negativi l’agricoltura (-2,14%), le costruzioni (-2%) e l’industria in senso stretto (-1,73%).

“Nel 2014 il tessuto imprenditoriale piemontese ha continuato, purtroppo, a soffrire, mostrando fragilità in quasi tutti i territori provinciali e nei tradizionali settori produttivi” ha commentato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere Piemonte.

“Nella manica abbiamo però molti assi, tra cui spicca il turismo: un comparto, questo, che mostra da tempo tendenze positive. Per agganciare i risultati registrati dall’Italia e dalle altre regioni e innescare processi virtuosi di crescita, confidiamo in una semplificazione del quadro normativo e fiscale nazionale a favore di un ‘fare impresa’ più snello e in una proficua collaborazione con la Regione Piemonte, anche nell’ottica dell’attrazione dei fondi della nuova programmazione europea” ha sottolineato Dardanello, concludendo: “Le Camere di commercio lavorano da sempre con l’obiettivo di facilitare i processi imprenditoriali e, in una fase così delicata per la nostra economia, non possono che continuare a dare risposte concrete alle aziende del territorio”.

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