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Venerdì 16 gennaio 2015 - 08:16

Papa nelle Filippine: contrastare corruzione e ascoltare poveri

Incontro con corpo diplomatico a palazzo presidenziale e messa
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Roma, 16 gen. (askanews) – Spezzare le catene dell’ingiustizia e ascolto dei poveri. Sono le raccomandazioni di Papa Francesco nel suo primo giorno nelle Filippine, dove è giunto ieri, e oggi ha già incontrato nella prima parte della giornata (notte in Italia) il corpo diplomatico al palazzo presidenziale, dove è stato accolto dal presidente Benigno Aquino, e ha poi celebrato messa nella cattedrale di Manila con vescovi, sacerdoti e religiosi filippini.

“La grande tradizione biblica – ha detto nel discorso al corpo diplomatico e alle autorità, nel palazzo presidenziale di Manila, alle 10.15 (3.15 in Italia) – prescrive per tutti i popoli il dovere di ascoltare la voce dei poveri e di spezzare le catene dell’ingiustizia e dell’oppressione, che danno origine a palesi e scandalose disuguaglianze sociali”. “La riforma delle strutture sociali che perpetuano la povertà e l’esclusione dei poveri, prima di tutto richiede una conversione della mente e del cuore”, ha detto il Papa, ricordando poi che i vescovi del Paese, dove i cattolici sono maggioranza all’82%, hanno chiesto che quest’anno sia proclamato “Anno dei Poveri”. “Spero che questa profetica istanza – ha auspicato il Papa argentino – determini in ciascuno, a tutti i livelli della società, il fermo rifiuto di ogni forma di corruzione che distolga risorse dai poveri, e determini la volontà di uno sforzo concertato per includere ogni uomo, donna e bambino nella vita della comunità”.

Era stato lo stesso Papa, sul volo dallo Sri Lanka alle Filippine, a spiegare ai giornalisti che lo accompagnavano che sarebbero stati i poveri al centro della sua seconda tappa del viaggio asiatico che, iniziato lunedì scorso, terminerà lunedì prossimo. Ai poveri ha dedicato anche l’omelia nella messa che ha celebrato con vescovi e clero alle 11.15 (4.15). Calorosa l’accoglienza delle folle che salutano il Papa per le strade della capitale filippina.

“Come i vescovi delle Filippine hanno giustamente insegnato la Chiesa nelle Filippine è chiamata a riconoscere e combattere le cause della disuguaglianza e dell’ingiustizia, profondamente radicate, che macchiano il volto della società filippina, in palese contrasto con l’insegnamento di Cristo”, ha detto. “Il Vangelo chiama ogni singolo cristiano a vivere una vita onesta, integra e impegnata per il bene comune. Ma chiama anche le comunità cristiane a creare ‘circoli di onestà’, reti di solidarietà che possono estendersi nella società per trasformarla con la loro testimonianza profetica”. “I poveri – ha detto il Papa parlando a braccio – sono il centro del Vangelo, sono nel cuore del Vangelo. Se noi togliamo i poveri dal Vangelo, non possiamo comprendere il messaggio di Cristo”. A sacerdoti, vescovi e religiosi delle Filippine, papa Bergoglio ha anche chiesto di essere “vicini a quanti, vivendo in mezzo ad una società appesantita dalla povertà e dalla corruzione, sono scoraggiati, tentati di mollare tutto, di lasciare la scuola e di vivere per la strada. Proclamate – ha raccomandato – la bellezza e la verità del matrimonio cristiano ad una società che è tentata da modi confusi di vedere la sessualità, il matrimonio e la famiglia. Come sapete queste realtà sono sempre più sotto l’attacco di forze potenti che minacciano di sfigurare il piano creativo di Dio e di tradire i veri valori che hanno ispirato e dato forma a quanto di bello c’è nella vostra cultura”.

A chiusura di giornata, oggi, l’atteso appuntamento con le famiglie filippine alle 17.30 (10.30). Domani, sabato, gli incontri a Tacloban, quasi interamente devastata dal tifone Yolanda nel novembre 2013 che in tutto ha causato oltre 6 mila morti. Il Papa incontrerà i superstiti e inaugurerà un centro costruito con il contributo di “Cor Unum”. Domenica l’incontro con i giovani e una mega-messa che, secondo i giornali locali, potrebbe vedere radunati sei milioni di fedeli.

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