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Sabato 3 gennaio 2015 - 19:59

Seconda ispezione Norman Atlantic, pm: nessun cadavere ritrovato

Anche nei garage ma "serve un controllo più accurato"
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Bari, 3 gen. (askanews) – È durata quasi sei ore la seconda ispezione del relitto del traghetto “Norman Atlantic” che da ieri è ormeggiato nel porto di Brindisi. Il numero dei dispersi resta fermo a undici, tra i corpi identificati c’è anche quello di una ragazzina di 15 anni, di nazionalità albanese, e – ha spiegato il pm Ettore Cardinali – nessun cadavere è stato ritrovato nel relitto, nemmeno nei garage, dove è stata fatta un prima ispezione ma solo visiva, per questo “servirà un controllo più accurato”.

“Stiamo procedendo diciamo ‘a cipolla’: procediamo con calma e cautela dalla parte più esterna della nave per arrivare a quella interna. Sono certo che presto riusciremo a raggiungere il centro del traghetto e quindi il cuore del rogo”: così Cardinali, il magistrato della procura di Bari che segue le indagini, ha sintetizzato le modalità che – assieme agli uomini della capitaneria di porto e ai vigili del fuoco – sta seguendo per ricostruire quanto avvenuto a bordo del traghetto lo scorso 28 dicembre.

“La zona di calpestio è ancora calda”, ha puntualizzato il sostituto procuratore, il quale bardato di tuta, elmetto, scarpe speciali, maschera e un piccolo auto respiratore, ha potuto ispezionare da prua i ponti esterni, le cabine dell’equipaggio (in cui per adesso è impossibile entrare perché le porte sono bloccate), i garage e la plancia. “Nella sala comandi abbiamo trovato documentazione che è stata posta sotto sequestro”, ha riferito Cardinali, aggiungendo: “Abbiamo potuto vedere gli scheletri dei mezzi in sosta nelle aree di parcheggio”. Ci sono cadaveri? “La nostra è stata un’ispezione visiva e in base a essa dico di no ma serve un controllo più accurato che potrà avvenire solo nei prossimi giorni”, ha risposto il pm.

Per ora, infatti, non è possibile accedere nella pancia del traghetto: la temperatura è ancora alta. “Da poppa – ha raccontato il procuratore – abbiamo guardato sul ponte e siamo riusciti a spalancare un varco: magari piano piano i 70 gradi registrati all’interno dalle camere tecniche (strumentazione in possesso ai vigili del fuoco che consente la rilevazione della temperatura dall’esterno in una zona chiusa, ndr) scenderanno e potremo visitare le stanze più nascoste”.

Domani il copione si ripeterà. “Torneremo a bordo sperando di poter recuperare informazioni utili alle indagini”. Intanto non sono state ancora trasmesse dalle autorità greche liste passeggeri attendibili e i documenti richiesti dalla procura barese; mentre sono terminate le notificazioni a indagati e loro legali in merito alla scatola nera. Secondo quanto previsto dalla legge infatti, prima di procedere alle analisi dei dati in essa contenuti, gli avvocati difensori e i loro clienti devono ricevere degli avvisi. “Gli atti sono stati consegnati e a breve la scatola nera potrà raccontare quanto accaduto la sera del 28 dicembre”, si auspica il pm Cardinali.

Resta dunque fermo a undici il numero delle vittime dell’incendio. Tra i corpi identificati c’è anche quello di una ragazzina di 15 anni. La giovane, di nazionalità albanese – ma con permesso di soggiorno tedesco – era partita dalla Grecia assieme alla propria famiglia. Risulta ancora dispersa la madre mentre il padre (di origini turche) e la sorella sono sopravvissuti al rogo.

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