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Martedì 20 maggio 2014 - 14:58

D’Antona: Orlando, seme violenza politica sempre pronto a riemergere

(ASCA) – Roma, 20 mag 2014 – ”Il mio primo pensiero e’rivolto ad Olga, a Valentina, ai familiari, agli amici e aicolleghi di Massimo D’Antona, a coloro che il 20 maggio di 15anni fa hanno perso un uomo, un padre, un amico prima ancorache uno studioso e un servitore dello Stato”. Parole delministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel corso dellacommemorazione in onore di Massimo D’Antona, il giuslavoristaucciso in un agguato terroristico il 20 maggio di quindicianni fa, proprio mentre usciva dalla sua abitazione romana invia Salaria.

Una cerimonia nel corso della quale e’ stata deposta unacorona da parte della CGIL e del Comune di Roma, ad allaquale hanno partecipato – tra gli altri – il segretarioconfederale della Cgil Serena Sorrentino, il presidente dellaAutorita’ nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, ed ilpresidente della Commissione Attivita’ produttive dellaCamera dei deputati Guglielmo Epifani, oltre al Ministro delLavoro Giuliano Poletti, il ministro della pubblicaamministrazione Marianna Madia, il presidente della RegioneLazio, Nicola Zingaretti, e il sindaco di Roma, IgnazioMarino. ”Il nostro Paese – ha detto Orlando – e’ stato piu’ volteferito dal terrorismo. Piu’ volte abbiamo erroneamentepensato che quel male fosse vinto, e, invece, esso riemergevaall’improvviso. Questo accade, anche, nel caso di MassimoD’Antona. Per queste ragioni, l’occasione di oggi non e’stancamente rituale, ma importante ed utile; voglioringraziare quindi, a nome mio e del Governo, la CGIL perl’invito che ha voluto rivolgerci e tutti coloro i quali sonooggi qui presenti per condividere questo momento di ricordo.

In questi anni, in tanti hanno meritoriamente approfondito lalungimiranza teorica e il contributo concreto che D’Antona haofferto all’Accademia, al Sindacato, a Parlamento e alGoverno, in qualita’ di fine giuslavorista. Olga D’Antona ha testimoniato anche lo stile che locaratterizzava: l’umilta’, l’abnegazione, la discrezione, ilrigore e la passione civile. Ho sempre ascoltato conattenzione questo suo sottolineare la non casualita’ nellascelta, da parte dei brigatisti, del loro bersaglio. Nellinguaggio terroristico la parola usata per indicare la lorostudiata vilta’ era ‘calibramento’ – ha detto il Ministrorivolgendosi alla vedova del professor D’Antona – cioe’scegliere le proprie vittime tra le personalita’ in grado didare un determinante contributo di elaborazione e, allostesso tempo, dotati di una vita normale, di unaquotidianita’ semplice. Massimo D’Antona era questo: un uomoforte delle sue idee e della sua mitezza” ha aggiuntoOrlando ricordando anche un’altra vittima dei terroristi,Marco Biagi.

”Il seme dell’intolleranza e della violenza politica e’sempre pronto a riemergere” ha avvertito il Ministro.

bet/mau

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