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Martedì 26 novembre 2013 - 20:32

Alcol: malattie e assenteismo da abuso costano a Italia 22 mld l’anno

(ASCA) – Milano, 26 nov – L’alcoldipendenza e’ una delleproblematiche sociali e sanitarie piu’ rilevanti in Europa enel mondo. Secondo le stime riportate dal Ministro dellaSalute nella Relazione al Parlamento sono 8 milioni ibevitori a rischio e tra questi circa 1 milione glialcoldipendenti, con un elevato impatto economico legato acosti diretti ed indiretti che l’OMS ha stimato recentementeper l’Italia in 22 miliardi di euro l’anno. Nonostante questinumeri, l’alcoldipendenza risulta essere il disturbo menotrattato se confrontato con altre patologie mentali qualidisturbo d’ansia generalizzato, disturbo da attacchi dipanico, depressione maggiore, schizofrenia e disturboossessivo compulsivo. Come e’ emerso in occasione dell’ultimo European HealthForum di Gastein (EHFG), l’alcoldipendenza e la depressionesono tra le principali cause di perdita di produttivita’ alivello europeo e rappresentano oggi una delle maggiori sfideper il sistema sia sanitario che socioeconomico. Si stima chein Europa i costi in termini di perdita di produttivita’,assenteismo e perdita del lavoro relativi alla depressionesiano pari a 92 miliardi di euro e quelli collegabiliall’alcoldipendenza pari a 155 miliardi di euro, di cui unaparte significativa e’ a carico dei sistemi sanitari. I datiforniti dall’Internazional Labour Organisation (ILO)confermano quanto le patologie alcol correlate minino isistemi produttivi. Basti pensare che ben il 25% delpersonale delle maggiori aziende ha comportamenti ad altorischio nel consumo di alcol. ”I dati confermano quanto gia’ evidenziato dall’OMS perla UE; le stesse stime identificano in 22 miliardi l’anno icosti sociali e sanitari per l’Italia causati dall’alcol -sostiene Emanuele Scafato, Presidente della SIA, Societa’Italiana di Alcologia e vice presidente EUFAS, EuropeanFederation of Addiction Societies – . Costi che paga lasocieta’ e che potrebbero essere in gran parte risparmiati sesi attivassero strategie e policy di valorizzazionedell’identificazione precoce e di intervento breve”.

”La contestuale evidente influenza degli interessieconomici e commercial – osserva – con logiche di promozionedi un prodotto che non e’ ordinario e che risultanoprevalenti rispetto alla promozione della salute hannocontribuito a far affermare un valore d’uso dell’alcol chenon e’ piu’ il bere inteso nel senso tradizionale deltermine”. In Italia, infatti, gli alcoldipendenti sono circa1 milione, e di questi, secondo i dati del Ministero dellaSalute, solo 58.000 circa si rivolgono ai Servizi deputatialla cura e riabilitazione dell’alcoldipendenza. ”Ampliarel’accessibilita’ al trattamento colmerebbe il gapidentificato per l’Italia, identificato come il Paese europeoche piu’ di tutti potrebbe giovarsi di una riduzione del 13 %circa di mortalita’ e di ospedalizzazione alcolcorrelati afronte di un ampliamento dal 26% al 40 % dei soggetti incarico ai servizi”, prosegue Scafato. Nonostante i numeri siano allarmanti – 14 milioni dialcoldipendenti in Europa nella fascia piu’ produttiva, 25-59anni, di cui solo il 10% sono effettivamente trattati – lestrategie volte a risolvere tali problemi di salute spessoincontrano significativi ostacoli: la mancanza diconsapevolezza del problema tra i dipendenti, dirigenti esocieta’, la banalizzazione della dipendenza, l’occultamentodel consumo di alcol per paura delle conseguenzeprofessionali come il licenziamento e/o la perdita diposizione sociale. Ostacoli che minano la prevenzione,ritardano la diagnosi e limitano l’intervento.

red/mpd

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