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Sabato 23 novembre 2013 - 15:27

Papa: anziani protagonisti. Assisterli con spazi dignita’ e liberta’

(ASCA) – Roma, 23 nov – ”Le persone anziane sono semprestate protagoniste nella Chiesa, e lo sono tuttora. E oggipiu’ che mai la Chiesa deve dare esempio a tutta la societa’del fatto che esse, malgrado gli inevitabili ‘acciacchi’, avolte anche seri, sono sempre importanti, anzi,indispensabili. Esse portano con se’ la memoria e la saggezzadella vita, per trasmetterle agli altri, e partecipano apieno titolo della missione della Chiesa. Ricordiamo che lavita umana conserva sempre il suo valore agli occhi di Dio,al di la’ di ogni visione discriminante”. Lo ha detto papaFrancesco ricevendo oggi in udienza i partecipanti allaXXVIII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio pergli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) sultema: ”La Chiesa al servizio della persona anziana malata:la cura delle persone affette da patologieneurodegenerative”. Erano presenti in Aula Paolo VI anche ipartecipanti all’Incontro di preghiera e riflessione deimalati e degli operatori sanitari, organizzato dal Dicasteroalla vigilia della chiusura dell’Anno della fede. ”Il prolungamento delle aspettative di vita, intervenutonel corso del XX secolo – ha aggiunto il santo padre -,comporta che un numero crescente di persone va incontro apatologie neurodegenerative, spesso accompagnate da undeterioramento delle capacita’ cognitive.

Queste patologie investono il mondo socio-sanitario sia sulversante della ricerca, sia su quello dell’assistenza e dellacura nelle strutture socio-assistenziali, come pure nellafamiglia, che resta il luogo privilegiato di accoglienza e divicinanza”. Per il papa ”e’ importante il supporto di aiutie di servizi adeguati, volti al rispetto della dignita’,dell’identita’, dei bisogni della persona assistita, ma anchedi coloro che la assistono, familiari e operatoriprofessionali. Cio’ e’ possibile solo in un contesto difiducia e nell’ambito di una relazione vicendevolmenterispettosa. Cosi’ vissuta, quella della cura diventaun’esperienza molto ricca sia professionalmente siaumanamente; in caso contrario, essa diventa molto piu’ similealla semplice e fredda ‘tutela fisica”’. Si rende necessario, pertanto, ”impegnarsi perun’assistenza che, accanto al tradizionale modello biomedico,si arricchisca di spazi di dignita’ e di liberta’, lontanidalle chiusure e dai silenzi, quella tortura dei silenzi. Ilsilenzio tante volte si trasforma in una tortura. Questechiusure e silenzi che troppo spesso circondano le persone inambito assistenziale.

In questa prospettiva vorrei sottolineare l’importanzadell’aspetto religioso e spirituale. Anzi, questa e’ unadimensione che rimane vitale anche quando le capacita’cognitive sono ridotte o perdute.

Si tratta di attuare un particolare approccio pastorale peraccompagnare la vita religiosa delle persone anziane congravi patologie degenerative, con forme e contenutidiversificati, perche’ comunque la loro mente e il loro cuorenon interrompono il dialogo e la relazione con Dio”.

red-gbt

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