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Giovedì 21 novembre 2013 - 20:34

Salute: noduli tiroidei, nuova classificazione italiana pericolosita’

(ASCA) – Roma, 21 nov – Stabilire una classificazionecitologica dei noduli della tiroide unica e accettata intutto il mondo per formulare una corretta diagnosi eindividuare strategie terapeutiche appropriate e condiviseper ogni tipo di lesione. Questo l’obiettivo primario del 9* Corso Multidisciplinare diPatologia e Citologia Tiroidea, che si svolgera’ venerdi’ 22e sabato 23 novembre a Roma, presso l’Aula Brasca delPoliclinico Gemelli dell’Universita’ Cattolica.

La classificazione delle lesioni tiroidee e’ uno strumentoindispensabile per orientare la scelta tra un approccioterapeutico di tipo medico – cioe’ con terapia farmacologicae percio’ non invasiva- oppure di tipo chirurgico conl’asportazione della lesione. Il Corso quest’anno presentera’ una nuova classificazioneitaliana delle lesioni tiroidee valida a livello mondiale chesara’ illustrata sabato 23 novembre da Francesco Nardi dellaSapienza Universita’ di Roma, primo nome nel lavoro inviatoal Journal of Endocrinological Investigation (JEI), insieme atutti membri del Comitato italiano SIAPEC-AIT (Societa’Italiana di Anatomia Patologica e Citologia diagnostica -Associazione Italiana della Tiroide) che hanno sottoscrittola nuova classificazione, con il contributo dei maggioriesperti internazionali di lesioni della tiroide: VirginiaA.

LiVolsi e Zubair Baloch, Universita’ di Pennsylvania,(Philadelphia, USA).

La nuova classificazione italiana e’ nata dallo sforzocongiunto di anatomo-patologi ed endocrinologi, con ilcontributo di chirurghi e medici nucleari, con l’obiettivo dicalibrare al meglio l’approccio terapeutico, ricorrendoall’intervento chirurgico solo in caso di lesioni con forteprobabilita’ di malignita’ e trattando con terapiafarmacologia e follow-up le restanti lesioni cherappresentano la stragrande maggioranza dei noduli tiroidei(circa il 90%).

”Sono solo tre le comunita’ scientifiche al mondo chehanno compiuto questo sforzo: quella del Regno unito,l’Italia e gli Stati Uniti”, spiega Guido Fadda, professoreaggregato presso l’Istituto di Anatomia patologicadell’Universita’ Cattolica di Roma e coordinatore scientificodel corso. ”Nel 2007 avevamo presentato la classificazioneitaliana SIAPEC-IAP, pubblicata nel 2008 e inclusa nelleLinee Guida Italiane per la Gestione delle Lesioni NodulariTiroidee. In quella classificazione si prevedevano 5categorie diagnostiche, ognuna delle quali caratterizzata dauna differente e appropriata terapia. Queste categorie, detteTIR, hanno una gradazione da 1 a 5 a seconda della gravita’della lesione, da TIR 1 a TIR 5, dove la categoria TIR 5raggruppa tutte le lesioni maligne, cioe’ tutti i tumorimaligni della tiroide”. ”Da allora – continua Fadda – sulla base di un accuratomonitoraggio, un comitato ad hoc composto da 5 citopatologi(appartenenti alla SIAPEC) e 5 endocrinologi, appartenentialle due piu’ importanti societa’ endocrinologiche (laSocieta’ Italiana di Endocrinologia e l’Associazione MediciEndocrinologi, entrambe appartenenti all’AIT) ha curatol’aggiornamento della classificazione del 2007, un lavoro chee’ stato appena terminato e inviato per la pubblicazione allaprestigiosa rivista internazionale Journal ofEndocrinological Investigation (JEI). Lamultidisciplinarieta’ di questo sforzo, a garanzia delmigliore approccio terapeutico, e’ l’elemento che distinguela classificazione italiana da quelle statunitense ebritannica”.

red/mpd

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