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Giovedì 21 novembre 2013 - 16:37

Difesa: Binelli Mantelli, riforma per organismo virtuoso e non virtuale

(ASCA) – Roma, 20 nov – La difesa e’ ”un organismo virtuosoche non deve diventare virtuale”. Lo ha affermato il capo distato maggiore della difesa, l’ammiraglio Luigi BinelliMantelli, nel suo intervento di sintesi alle commissionicongiunte di Camera e Senato sui decreti attuativi dellalegge di riforma dello strumento militare, che ha chiuso leaudizioni sul punto dei capi di stato maggiore di Marina,Esercito ed Aeronautica e del segretario generale e direttorenazionale degli armamenti. Carabinieri e Guardia Costiera,come ha ricordato Binelli Mantelli, non sono infatti oggettodella riforma.

Sul fronte dei tagli al personale, il capo di statomaggiore difesa ha precisato che ”l’insostenibilita’ attualee’ comprovata, con il 71% del bilancio destinato al personalee solo l’11% all’operativita”’. Una situazione ”sbilanciataanche nel confronto in Europa”, laddove ”l’aspetto dellaspesa per l’efficientamento del soldato, compresol’addestramento, e’ tema di grande rilevanza che e’ statoportato anche all’ultimo consiglio supremo di difesa del 6novembre scorso”. L’obiettivo in questa fase del processo di riforma dellostrumento militare e’ quello di arrivare ”al consiglioeuropeo di difesa di dicembre ed al semestre di presidenzaitaliana dell’Unione con una visione chiara sul futuro delleforze armate e sul processo di integrazione del settore delladifesa europea”. Una posizione che ”sara’ tanto piu’efficace quanto mostrera’ disponibilita’ a condividere glioneri”. Tornando alla riduzione del personale militare,complessivamente riguarda ”40.000 unita’, il 30% delle qualisono generali e ammiragli, il 20% colonnelli e capitani divascello, il 6% sottufficiali, con invece un incremento dellatruppa del 6% per un modello piramidale piu’ coerente conl’assetto europeo”. Da affrontare nella riforma c’e’ pero’la questione invecchiamento: ”l’eta’ media oggi e’ di 39anni – ha aggiunto Binelli Mantelli – che sale a 42 al 2020 epoi a 46 anni al 2024. Questo a meno di interventi specifici,discendendo la situazione anche dalle scelte politiche,coerenti, del passato per il passaggio al modelloprofessionale” rispetto alla leva. Tra le soluzioniindividuate per ”armoniche fuoriuscite del personale”, cisono l’estensione della riserva posti a ruolo civile nellapubblica amministrazione anche al personale militare, iltransito verso altre amministrazioni anche locali, e”l’esenzione dal servizio” a carattere volontario neldecennio precedente il raggiungimento del limite d’eta’pensionistico, strumento ”che ha suscitato qualche polemicama che con risparmi sulla retribuzione complessiva,rappresenta una valvola d’emergenza necessaria per mantenereil personale con un’eta’ accettabile”. ”Non si tratta di una novita”’, ha affermato il capo distato maggiore della difesa, per il quale ”la riforma e’ unmeccanismo d’insieme di provvedimenti tra loro interagenti,la soppressione di uno solo puo’ avere impatti significativiche rischiano di vanificare un taglio doloroso, nonauspicato, ma necessario”. In materia di governance, sipunta a ”superare l’eccessiva frammentazione di competenze”tra le aree tecnico-amministrativa e tecnico-operativa,”conferendo ai capi di stato maggiore delle singole forzearmate una piu’ diretta responsabilita’ sul propriopersonale”.

gbt

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