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Mercoledì 20 novembre 2013 - 20:50

Salute: allarme pediatri, solo 1 adolescente su 2 pratica sport

(ASCA) – Roma, 20 nov – L’abbandono precoce comincia gia’ a11 anni.E a 15 anni meno di 1 adolescente su 2 praticaattivita’ sportiva continuativa, a 18 la pratica poco piu’ di1 su 3. Tassi di sedentarieta’ tripli rispetto agli altriPaesi europei. Gli unici in controtendenza? I bambini dai 6ai 10 anni. Agli Stati Generali della Pediatria la Societa’Italiana di Pediatria lancia l’allarme: una generazione cherischia di diventare malata. Per cambiare gli stili di vitabisogna puntare in primo luogo sulla scuola.

In dieci anni (2001-2011) tra i bambini di eta’ compresatra i 6 e i 10 anni la pratica sportiva continuativa e’aumentata di oltre 5 punti percentuali, passando dal 48,8% al54,3%. E nell’ultimo anno, grazie a una ulteriore crescita dicirca 3 punti percentuali, i piu’ piccoli hanno guadagnato ilprimato dei piu’ sportivi del Belpaese. Quasi 6 su 10 (57%)praticano uno sport in maniera continuativa, in testa nuoto edanza, percentuali che non si registrano in nessun’altra eta’della vita. Segno che le campagne antiobesita’ volte afavorire stili di vita corretti portate avanti daistituzioni, pediatri, scuola, con il coinvolgimento deigenitori, stanno dando i loro frutti. Ma le notizie positive finiscono qui. Gia’ dopo la scuolaprimaria, infatti, i bambini italiani cominciano adallontanarsi dalla pratica sportiva continuativa e adingrossare le fila dei sedentari. E se finora l’eta’spartiacque era quella tra i 14 e i 15 anni, nell’ultimo annosi e’ osservato che il trend negativo comincia gia’ a 11anni. Infatti tra il 2011 e il 2012 la quota di praticanticontinuativi e’ diminuita persino nella fascia d’eta’ 11-14anni, passando dal 56% al 53,4%.

Percentuale che tra i 15 e i 17 anni diventa del 48,5% e siassesta 14 punti percentuali sotto, al 34,7%, tra i 18 e i 19anni. Una parabola discendente al crescere dell’eta’. Su questi dati riflettono i pediatri italiani agli StatiGenerali della Pediatria celebrati in concomitanza con laGiornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente. Apreoccupare e’ l’elevato numero di sedentari assoluti, dicoloro cioe’ che non praticano ne’ sport (in manieracontinuativo o saltuaria che sia) ne’ alcuna attivita’fisica. Il fenomeno riguarda soprattutto le ragazze in unapercentuale che va da 24% (tra i 15 e 17 anni) al 30% (tra i18 e i 19 anni). Non v’e’ dubbio – sottolineano gli specialisti – che neldivorzio tra adolescenti e sport un ruolo ce l’abbiano lenuove tecnologie: i teenagers trascorrono da tre a quattroore al giorno davanti a uno schermo: tv, computer osmartphone che sia. Ma questo non basta a spiegare perche’ iltasso di sedentarieta’ degli adolescenti italiani sia piu’che triplo rispetto a quello dei loro coetanei europei .

Studi svolti in alcune citta’ italiane hanno evidenziato dueprincipali motivi di abbandono, uno legato all’eccessivoimpegno richiesto dallo studio (56,5%) e l’altroriconducibile alle modalita’ di svolgimento dell’attivita’fisica perche’ ”fare sport e’ venuto a noia” (65,4%),”costa troppa fatica” (24,4%), e gli ”istruttori sonotroppo esigenti” (19,4%). ”Per riavvicinare gli adolescenti all’attivita’ fisica esportiva bisogna offrire loro nuovi stimoli”, spiega AntonioCorrera, Consigliere nazionale SIP. ”L’agonismo esasperato,le aspettative e le pressioni eccessive rischiano diallontanare i giovani dallo sport. Occorre valorizzare dipiu’ l’attivita’ fisica anche non strutturata e la praticasportiva non agonistica e questa e’ una sfida che coinvolgele societa’ sportive. Ma il ruolo centrale spetta allascuola”.

red/mpd

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