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Martedì 19 novembre 2013 - 11:31

Maltempo: geologi, in Italia oltre 6 mln abitanti a rischio alluvioni

(ASCA) – Roma, 19 nov – ”In Italia sono 6.153.860 gli abitanti esposti alle alluvioni. Il probabile aumento delle temperature potrebbe portare in Europa a inondazioni piu’ frequenti ed intense. Ma quello che sta accadendo non e’ solo per colpa dei cambiamenti climatici. A fine agosto noi geologi avevamo gia’ detto dei rischi e della fragilita’ del territorio”. Lo scrive in una nota Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, in merito alla strage causata in Sardegna dall’ondata di maltempo di ieri. ”Qualora non fossero ancora chiari i termini del dissesto idrogeologico – precisa Graziano – i geologi hanno il dovere morale di non abbassare la guardia, ricordando al Paese che la popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti, mentre quella esposta alle alluvioni raggiunge 6.153.860, come evidenzia ancora l’Annuario Ispra”. Graziano evidenzia, inoltre, come ”anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l’intensita’ delle inondazioni sono ancora incerte, l’Agenzia europea sostiene che sia probabile che l’aumento delle temperature in Europa portera’ a inondazioni piu’ frequenti e intense in molte regioni, a causa del previsto aumento dell’intensita’ e della frequenza di eventi meteorologici estremi”. ”Ma – sottolinea l’esperto – non e’ solo colpa dei cambiamenti climatici perche’, ad esempio, l’urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. I numeri recentemente pubblicati nell’Annuario dei Dati ambientali 2012 dell’Ispra parlano chiaro: se in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 mq al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo. Significa che – spiega il presidente del Cng – ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze. Per non parlare degli incendi, il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia. Da tempo i geologi chiedono l’istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche cosi’ come fece la Commissione De Marchi”, conclude Graziano. com-stt/sam/

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