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Giovedì 14 novembre 2013 - 19:48

Tumori: Aoim, in Sardegna 7mila nuovi casi l’anno. Serve rete oncologica

(ASCA) – Cagliari, 14 nov – In Sardegna ogni anno quasi 7.000persone sono colpite da tumore (3.716 uomini e 3.281 donne).

Le percentuali di guarigione sono aumentate sensibilmentenegli ultimi decenni, grazie ai programmi di screening e aterapie sempre piu’ efficaci. Ma il sistema sanitario,costretto a tagli consistenti, puo’ rispondere alle esigenzedi questi malati solo con la realizzazione immediata dellereti oncologiche regionali, finora rimaste sulla carta nellamaggior parte dei casi (solo il 5% dei progetti iniziali e’stato portato a termine). Anche in Sardegna questo networknon e’ ancora attivo. Degli strumenti per garantire lasostenibilita’ del sistema si parla domani a Cagliari alconvegno ”Spending review in Oncologia: razionalizzazionedelle spese e qualita’ dell’assistenza”, con lapartecipazione, tra gli altri, dell’Assessore alla Sanita’della Regione Sardegna, Simona De Francisci. ”Chiediamo che, all’interno della discussione sulle retioncologiche, ci sia anche un ripensamento delle strutture -afferma Daniele Farci, coordinatore regionale AIOM(Associazione Italiana di Oncologia Medica) Sardegna epresidente del convegno -. Da un’indagine condotta insieme alMinistero della Salute e alla FAVO (Federazione italianadelle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e’ emersoche nel nostro Paese circa il 50% delle strutture che sioccupano di diverse patologie oncologiche e’ al di sotto deivolumi minimi di attivita’ che rappresentano indicatoriindiretti di qualita’. Inoltre in Italia i farmaci oncologicirappresentano il 25% della spesa ospedaliera per imedicinali, ma incidono solo sul 4% dell’intera nosocomiale.

E’ quindi necessario agire innanzitutto sulle zone grigiedell’inappropriatezza, costituite ad esempio da esamidiagnostici di scarsa utilita’ e da terapie di non comprovataefficacia”. ”Siamo consapevoli – conclude Carmine Pinto, Presidenteeletto AIOM – della grave crisi economica che attraversa ilPaese e che, anche nel settore oncologico, si debba procedereall’eliminazione di spese irrazionali e inappropriate, perrendere piu’ efficiente l’organizzazione dei servizi e piu’efficace l’utilizzo delle risorse. Ma non condividiamo lafilosofia dei tagli indiscriminati ai servizi. I ‘taglilineari uniformi’, effettuati da parte delle Regioni senzaalcuna distinzione tra ambiti patologici di ‘differentigravita” e senza valutazione delle conseguenze economiche,hanno finito per ricadere sui malati di cancro e sulle lorofamiglie, incrementando le gia’ notevoli disparita’ neitrattamenti”. red/mpd

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